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L’enigma del Quarto Caravaggio

 

É nella “causale di pagamento” del banco S.Eligio, nascosto tra le pagine di un copiapolizze tenuto nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, che nasce uno degli enigmi irrisolti dell’arte seicentesca: “Banco di S. Eligio 6 ottobre 1606. A Nicolò Radolovich ducati 200. E per lui a Michel Angelo Caravaggio dite per il prezzo di una cona de pittura che l’ha da fare et consignare per tutto dicembre prossimo venturo d’altezza palmi 13 e mezzo et larghezza di palmi 8 e mezzo con le figure cioè di sopra, l’Imagine della Madonna col Bambino in braccio cinta di cori d’Angeli et di sotto S. Domenico et S. Francesco nel mezzo abbracciati insieme dalla man dritta S. Nicolò et dalla man manca S. Vito”.
Ancor oggi rimane l’enigma: dov’é questa cosiddetta Pala Radolovich, dal nome del ricco mercante che la commissionò? È stata mai realizzata o completata? È andata distrutta durante qualche tumulto popolare, è stata tagliata in più pezzi e venduta ?
Ad oggi, é possibile vedere l’immagine rielaborata del dipinto da « il Cartastorie »: è visibile durante l’apposita visita.

La Pala Radolovich non è l’unico dipinto di Caravaggio a cui si fa riferimento nei testi dell’Archivio Storico del Banco di Napoli : nel 1607 la magnifica tela delle « Sette Opere di Misericordia », appena ultimata, lo consacra come artista di riferimento. Ben 400 ducati per quel quadro elaborato e complesso che troverà la sua collocazione sempre a Napoli, all’interno del Pio Monte della Misericordia. Le scritture d’Archivio permettono di ricostruire nel dettaglio il momento in cui il giovane pittore lombardo ricevette il suo sostanzioso compenso.

Elena Regina Brandstetter

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