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Le tre mummie di Prata Sannita

Convento di San Francesco

Prata Sannita rappresenta una tappa obbligata nel percorso storico, artistico e naturalistico del Medio Volturno, terra di antiche memorie, miti e tradizioni. Una delle attrazioni di maggior rilievo è rappresentata dal castello angioino che domina il borgo, costruito su un altro precedente per volere dei conti Pandone, signori del feudo, meta di autorevoli personaggi sin dalla sua fondazione, tra i quali Alfonso I d’Aragona, oltre a numerose e documentate presenze di cavalieri Templari e Teutonici.
Proprio la presenza della famiglia Pandone, che dominò Prata per oltre duecento anni, favorì lo sviluppo di numerosi edifici, tra cui il convento di San Francesco, eretto per volere del duca Carlo tra il 1451 e il 1460, interessante esempio di architettura rurale francescana, ricca di preesistenze romaniche e tardogotiche, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, soprattutto la chiesa conventuale. All’interno della chiesa, chiuse in un armadio posto nel transetto destro, vi sono custodite tre mummie della famiglia Pandone; secondo alcuni si tratterebbe del duca Carlo con la consorte Margherita del Balzo e uno dei figli, morto in tenera età ma una seconda versione vuole che si tratti del figlio Scipione con la moglie e la figlioletta, anch’essa morta prematuramente. Le mummie, poste in un luogo di facile accesso e “a vista”, furono qui risistemate dal padre Bartolomeo della Regia città di Manfredonia, a perenne ricordo dei fondatori del convento e tutt’oggi rappresentano una tappa quasi obbligata per i pellegrini e i visitatori che vi accorrono il lunedì dopo la Pentecoste, festa della Madonna di Prata.

 

Elena Regina Brandstetter

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