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Le leggende sulle Macchine anatomiche

 

Museo Cappella Sansevero

Queste riproduzioni del corpo umano, realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno e custodite in una vetrina nella cavea, raffigurano un uomo e una donna. Una volta erano collocate nella stanza personale del Principe. Su di esse si sono sviluppare moltissime leggende, tra le quali quella secondo la quale fu lo stesso Principe ad iniettare nei corpi di due suoi servi, ancora vivi, le sostanze metallizzanti in grado di contrassegnare il percorso di vene ed arterie. In realtà, si tratta di una ricostruzione del corpo umano creata da un’idea del Principe con fili di ferro e cera d’api. L’idea di rappresentare il sistema cardiovascolare era molto poco frequente all’epoca. Recentemente, un medico ha analizzato queste macchine anatomiche, e ha notato una stranezza: due vene incrociate sulla fronte, che però nel “vero” corpo umano non esistono. Queste vene formano, come ha inteso qualcuno, un altro triangolo simbolico e misterioso. Un’altra particolarità: la base circolare della macchina anatomica femminile si muoveva, e faceva ruotare la figura a 360 gradi. I teschi si potevano aprire a metà, e all’interno permettevano di studiare il sistema circolatorio del cervello. Un’opera d’ingegno che voleva agevolare lo studio ma anche, come tutte le invenzioni di Raimondo di Sangro, stupire l’osservatore.

 

Elena Regina Brandstetter

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