Un’indagine sul Natale: più buoni ma più stressati
26 Dicembre 2018
Vaccino antinfluenzale e scompensi cardiaci
2 Gennaio 2019
Mostra tutto

Le antiche sale del Caffè Gambrinus all’interno di un negozio d’abbigliamento

 

 

In tanti conoscono il Caffè letterario più famoso della città: il Gambrinus in piazza del Plebiscito, nato nel 1860. Ma basta superare di pochi passi le sue luminose vetrine che affacciano sulla centralissima via Chiaia per scoprire che alcune (ex) sale dello storico luogo di ritrovo dell’elite intellettuale napoletana e internazionale ora ospitano un moderno negozio di abbigliamento. Da anni, infatti, sono di proprietà di un privato. Tra giacche di pelle e giubbini in jeans, t-shirt e camicie scozzesi, è possibile ammirare in tutta la loro magnificenza le antiche decorazioni di finissimi artisti del tardo Ottocento: i marmi di Jenny e Fiore, gli stucchi del Bocchetta, i bassorilievi del Cepparulo, le tappezzerie del Porcelli e le pareti decorate dai più importanti paesaggisti napoletani dell’epoca. Tutte opere che, naturalmente, sono sotto la tutela della Soprintendenza ai beni artistici.
Il destino “commerciale” di queste sale è legato alle alterne vicende del Gambrinus: nel 1938, durante il periodo fascista, i locali del Caffè furono destinati al Banco di Napoli (che, infatti, fino a una decina d’anni fa occupava la parte che affaccia su piazza del Plebiscito, poi “restituita” dopo una controversia legale durata più di 40 anni). Il motivo ufficiale del provvedimento fu il fatto che la moglie del prefetto Giovanni Battista Marziali, che firmò l’atto, non riusciva dormire a causa del frastuono proveniente dal Caffè, sito al pianterreno della Prefettura. In realtà il provvedimento fu adottato perché il locale era considerato luogo di ritrovo di antifascisti. Le prime sale ad essere restituite alla fruizione del pubblico, intorno agli anni ’70, furono quelle che affacciano su piazza Trieste e Trento, poi fu il turno delle altre. Quelle su via Chiaia, probabilmente, non torneranno mai alla loro funzione originale.

 

Perchè il nome “Gambrinus?”

Il Caffè, finemente restaurato nel 1890 dopo un periodo di oblìo, viene ribattezzato Gran Caffè Gambrinus in nome dell’inventore della birra, leggendario re delle Fiandre. L’intenzione fu quella di fondere nell’immaginario collettivo le due più famose bevande d’Europa: la birra, nordica, bionda e fredda, e il caffè, scuro, profumato, bollente. Un piacere tipicamente napoletano.

 

Elena regina Brandstetter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *