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L’avvocato collezionista di necrologie

I manifesti mortuari con i soprannomi più bizzarri

Nel suo studio professionale l’avvocato di Napoli  Nicandro Siravo conserva una collezione estremamente originale: un archivio digitale e cartaceo con oltre cento necrologi, rintracciati in diversi quartieri della città. In sé sarebbe già una raccolta abbastanza inusuale, ma la collezione di Siravo va ben oltre, perché questi sono necrologi alquanto bizzarri.
A Napoli, specie nei quartieri più popolari, i manifestini mortuari superano infatti la funzione tipica dei normali necrologi perché diventano strumenti per l’individuazione sociale del defunto nell’ambito della propria comunità. Gli annunci di morte, affissi su mura, pareti, angoli dei portoni, riportano in bell’evidenza anche il soprannome del defunto, spesso assegnato dagli abitanti del quartiere nel corso degli anni. Si tratta di un appellativo che contraddistingue il vissuto di chi è venuto a mancare evocandone la professione, le manie, i difetti, i legami familiari. Ci sono casi in cui il nome anagrafico di una persona può rimanere quasi sconosciuto, ma il soprannome è noto a tutti, ed è anche per questo che viene riportato sul necrologio.
L’avvocato Siravo sarà felice di mostrare i più originali: si va dall’anziana soprannominata in napoletano arcaico “detta Zenella” ad un singolare “pesce fritto”, da un poco rassicurante “detto Hitler” ad un più comprensibile “a’ signora ‘ra Germania” (la signora della Germania). Alcuni soprannomi evocano lavori del passato (“o’ nevaiuolo”, colui che vendeva il ghiaccio), od anche personaggi con i quali forse sarebbe stato meglio non stringere affari (“o’ mbruglion”).
Per chi non era riuscito in vita a crearsi una propria identità o un proprio vissuto noto al quartiere, ecco la possibilità di vivere di luce riflessa: in questo caso il soprannome viene usato per indicare il legame familiare con una persona più nota, per esempio “la moglie di Ciruzzo il pasticciere”. Soprannomi che evidenziano una vivacità sociale e antropologica molto caratteristica, che è stata anche oggetto di studi specifici.
La collezione è il risultato di due anni di ricerche. I manifestini sono in continuo aumento grazie alle segnalazioni che arrivano di continuo alla e-mail dell’avvocato-collezionista.

 

Elena Regina Brandstetter

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