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La storia di Napoli in un milione di negativi

Archivio Fotografico Parisio

Nella piazza più famosa di Napoli, il Plebiscito, l’attuale sede dell’Associazione Archivio Fotografico Parisio onlus sfugge ai più perchè seminascosta sul lato interno dell’ampio colonnato della chiesa di San Francesco di Paola.
Allontanandosi appena di qualche metro dall’itinerario più battuto si scoprirà così un piccolo gioiello (va comunque verificata l’effettiva apertura), tappa irrinunciabile per chi voglia iniziare a conoscere meglio la città.
L’Archivio Fotografico Parisio, istituzione ormai storica, è ospitato in una interessante struttura a due piani, ricca di affascinanti elementi architettonici del primo Novecento. In questi locali sono custoditi oltre un milione e settantamila negativi fotografici originali, lastre e pellicole di grande e piccolo formato, oltre ad alcune centinaia di positivi e macchinari dell’epoca. L’impressionante quantità di materiale fotografico è riunita nelle collezioni Parisio e Troncone, che raccontano di tradizioni e trasformazioni, feste, volti e mestieri della città nell’arco di quasi un secolo.
Nel 1926 Giulio Parisio inaugurò proprio in questi locali il suo studio fotografico; divenuto un autorevole rappresentante della sua categoria, fu invitato a partecipare con i suoi lavori a prestigiose mostre internazionali di fotografia. Morì nel 1967.
A pochi metri, in Largo Carolina 5, si trovava il laboratorio fotografico dei fratelli Vincenzo e Guglielmo Troncone (attivo dal 1926 al 1996) che scelsero invece d’immortalare la città nei suoi principali avvenimenti di cronaca, tipologia di foto molto richiesta da giornali e riviste.
Le vaste produzioni di questi due laboratori sono ora raccolte nei due fondi omonimi, che nell’insieme forniscono una lettura completa del percorso storico-artistico di Napoli, dai primi anni venti alla fine degli anni ottanta dello scorso secolo.
Alcune decine di fotografie, in bianco e nero, sono esposte nelle sale dell’archivio, in una sorta di mostra permanente sulla città.
Particolarmente interessante la grande stanza in cui sono conservati, su alti stalli di ferro, migliaia di sottili contenitori di cartone, ciascuno con l’indicazione della data.
Novant’anni di memoria della città sono qui custoditi. E’ possibile ricercare nell’archivio, già in parte digitalizzato, una particolare immagine di Napoli, chiederne una riproduzione (a pagamento), e con ogni probabilità ogni desiderio (fotografico) potrà essere esaudito.

 

Elena Regina Brandstetter

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