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Gaucci tornerà in Italia

Gaucci con E. Tulliani

Luciano Gaucci può tornare in Italia dopo diversi anni di esilio (dorato) a Santo Domingo. Il gip Paolo Micheli ha infatti revocato la custodia cautelare attiva dal 2005. L’ex patron del Perugia aveva chiesto tramite i suoi legali di poter assistere il fratello gravemente ammalato. Inoltre, se rientrerà in Italia, il 26 novembre potrà assistere di persona all’udienza in cui il gup deciderà se accogliere il patteggiamento e la condanna a tre anni di reclusione. Indagato per il fallimento dell’AC Perugia, Gaucci è stato inquisito assieme ai figli Riccardo e Alessandro per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e dal 2005 si è rifugiato nella Repubblica Dominicana, dove vive insieme alla nuova compagna. In precedenza ha avuto una relazione con Elisabetta Tulliani, attuale fidanzata del presidente della Camera Gianfranco Fini.

«CALCIO DA SPETTATORE» – Lui ha annunciato che tornerà. «Adesso torno in Italia, visto che me lo permettono. La decisione dei giudici me l’aspettavo ma non così presto, perché mi avevano detto che avrebbero deciso a fine novembre» ha detto Gaucci, al telefono da Santo Domingo, «dove vivo occupandomi di una piccola azienda agricola». «Torno in Italia ma non nel calcio italiano – aggiunge l’ex patron di Perugia, Catania e Sambenedettese, ed ex vicepresidente della Roma -. Il campionato lo seguo sempre, anche se da lontano, ma non ritornerò in quell’ambiente. Voglio fare solo lo spettatore».

«TUTTO INGIGANTITO» – Sulla bufera che ha investito il mondo del calcio si limita a dire: «Calciopoli? Il processo a Pieroni e le sue accuse di pagamenti in nero a tutti? Non so, qui a Santo Domingo non arrivano i giornali italiani, quindi non sono aggiornato». Gaucci ricorda poi che l’istanza di revoca era stata presentata per gravi problemi di salute di suo fratello, «che è in coma, e infatti volevo che mi concedessero l’opportunità di andare a trovarlo. Ringrazio chi ha preso questa decisione». Quanto alle sue vicende giudiziarie, l’ex patron del Perugia ritiene che «è stato tutto talmente ingigantito che è meglio non parlarne, tanto ormai è andata così. Ma se posso tornare in Italia vuol dire che forse le cose si stanno chiarendo».

 

 

 

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