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Il garage nelle grotte dei Tronari

Dopo esser sbucati da un vicoletto nel cuore del quartiere Sanità, tra i palazzi moderni si apre all’improvviso un’enorme grotta, che è possibile percorrere interamente: si tratta del gigantesco ingresso ad alcuni altissimi antri creati dalla continua estrazione del tufo per fini edilizi. Oggi per accedervi si percorrono il vico e il vicoletto dei Tronari, il cui toponimo rimanda ai luoghi dove fino a pochi anni fa si confezionavano i fuochi d’artificio per le varie feste patronali. Le “prove” dei nuovi prodotti provocavano dei fortissimi boati, che in dialetto napoletano vengono chiamati truóni, trònole, da cui Tronari.L’arte pirotecnica napoletana vanta un’antica e appassionata tradizione che risale al XVII secolo,in cui già si realizzavano spettacoli in occasione di feste o celebrazioni,la cui magnificenza era proporzionale all’importanza dei committenti. Lungo lo strabiliante percorso pedonale all’interno delle grotte si aprono enormi aperture laterali nel tufo che lasciano intravedere un’estesissima zona a verde, purtroppo abbandonata, assediata dall’urbanizzazione più recente. All’ingresso, in alto sulla sinistra, all’interno della cava si affaccia la piccola finestra di una bottega il cui ingresso è dalla via parallela, posta su un piano stradale posto più in alto.
Negli anni ’40 gli Alleati, pensando che qui si nascondessero degli arsenali, bombardarono le cave ma distrussero anche gran parte dei fabbricati circostanti, tra cui la chiesa dell’Addolorata e Crocifisso a Santa Maria Antesaecula,e il Ritiro di Santa Maria Antesaecula. Oggi queste enormi cave, alte anche venti metri e sulle cui pareti sono ancora visibili gli antichi segni dei pozzari che indicavano i livelli dell’acqua, indice del loro precedente utilizzo anche come cisterne, ospitano un garage per quasi 200 auto, e sono visitabili su autorizzazione del custode.

 

Elena Regina Brandstetter

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