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Eremo di Villa Lysis a Capri

Nella cornice mozzafiato di Villa Lysis, la stanza che il Conte Jacques Adelsward de Fersen amava di più era quella soprannominata “dell’oppio”, da lui stesso definita “la mia camera cinese”.
Fersen trascorreva in questa stanza la maggior parte del tempo da solo ma, talvolta, anche con amici, iniziandoli a quel piacere conosciuto in Oriente, a quei paradisi artificiali che ora, a Capri, continuava ad approfondire.
Roger Peyrefitte, biografo di Fersen, nel romanzo sulla vita del conte L’esule di Capri così la descrive: “Due colonne con motivi di liane sormontate da un’enorme architrave con figure simboliche isolavano una specie di patio, illuminato da finestrelle rotonde con vetri gialli. Sulle pareti scintillavano iscrizioni cinesi a lettere d’oro, incorniciate da mosaici. Nel centro pose un altare con un Buddha, su un vassoio d’argento dispose le lampade, gli aghi d’oro, i vasi contenenti le migliori qualità di oppio”.
Nella parte alta della stanza, la decorazione è costituita da simboli come il fiore di loto, la stella di David, il cerchio, mentre al centro una svastica decora la pavimentazione, che indicano rinascita e nuova vita, la nuova vita che Jacques si propose di vivere proprio sull’isola azzurra.

 

Elena Regina Brandstetter

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