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Altre curiosità della Cappella Sansevero

Perchè la targa della Pudicizia è spezzata?
La statua della Pudicizia di Antonio Corradini rappresenta la madre di Raimondo de Sangro, Cecilia Gaetani d’Aragona, morta all’età di vent’anni (il 26 dicembre 1710) quando il Principe aveva appena undici mesi di vita. La tavola retta dalla statua è volutamente lesionata, perché rappresenta la vita spezzata. Una lunga tradizione ritiene che la Pudicizia sia posta nel medesimo luogo in cui si ergeva la statua di Iside nella Neapolis greca.

La rete di marmo e l’enigma del Disinganno
La statua del Disinganno, di Francesco Queirolo, è un capolavoro dedicato al padre del Principe di Sansevero, semi avviluppato in una spettacolare rete da pesca interamente scolpita in marmo. Nella scultura un genietto alato, che reca in fronte una piccola fiamma, simbolo dell’umano intelletto, aiuta l’uomo a divincolarsi dalle maglie intricate, mentre indica il globo terrestre ai suoi piedi, simbolo delle passioni mondane. Al globo è appoggiato un libro aperto, la Bibbia, testo sacro ma anche una delle tre “grandi luci” di riferimento e ispirazione della Massoneria. La pagina di destra presenta tre citazioni di brani della Bibbia, mentre quella di sinistra riporta una sola frase di senso compiuto che le fonde insieme. La frase ottenuta recita così: “Romperò i tuoi vincoli, delle tenebre e della lunga notte dai quali sei irretito così che tu non sia dannato insieme a questo mondo”.

Gesù che ridona la luce o iniziazione massonica?
Nel bassorilievo del Disinganno è ritratto Gesù che allunga un braccio e sfiora con la mano l’occhio di un anziano, e la frase “coloro che non vedano, vedano”. Molti interpreti hanno individuato un chiaro riferimento alle iniziazioni massoniche settecentesche. L’iniziando, infatti, accedeva alla cerimonia bendato. Bussava alla porta della loggia asserendo di essere un cieco intenzionato a tornare a vedere la luce. Una volta accolto, gli veniva tolta la benda. Secondo quanto previsto dal rito, doveva avere una spalla scoperta dalla tunica che indossava. Proprio come appare l’uomo ritratto nel bassorilievo.

Gli altri misteri: i medaglioni senza volto
Alcune statue della Cappella sono arricchite da medaglioni scolpiti nel marmo con il ritratto dei personaggi a cui l’allegoria è dedicata. In uno di questi, però, il volto è solo abbozzato, e in un altro c’è solo la pietra liscia. Quello appena abbozzato è dedicato alla nuora del principe di Sansevero, l’altro alla moglie del Principe, Carlotta Gaetani. Che, all’epoca, erano ancora in vita. Era infatti considerato scaramantico, quando le persone erano ancora vive, definirne il ritratto in marmo.

 

Elena Regina Brandstetter

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