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I cunicoli sotterranei di Torre del Greco

Un viaggio dentro la lava

La città di Torre del Greco nel corso dei secoli è stata direttamente interessata da eruzioni del Vesuvio e quindi il suo sottosuolo è attraversato da rocce vulcaniche, al contrario di quanto accade a Napoli (distante meno di 20 km) dove abbonda il tufo giallo del bacino flegreo.
In occasione di un’eruzione molto rilevante nel 1794, un fiume di lava attraversò tutta la città, distruggendo molti monumenti. Il campanile della Basilica di Santa Croce era in origine a tre ordini, oggi ne ha soltanto due poiché l’elemento più in basso è stato totalmente inglobato nella massa lavica. Proprio sotto questa colata insistono cavità sotterranee: a Torre del Greco,un tempo si scavava per recuperare il lapillo che era un ottimo materiale di lavorazione, per recuperare le piroclastiti che erano utili sia per finalità edili che agricole, ma anche per cercare di realizzare vie di fuga durante il periodo bellico. I cunicoli furono ispezionati negli anni ’70 e ’80, alcuni vennero bonificati dalle forze dell’ordine in previsione della visita di Giovanni Paolo II nel 1990. Da allora sono proseguite indagini e ispezioni, fino a giungere ad oggi con l’apertura al pubblico dei primi due percorsi permanenti.
In queste passeggiate ci si ritrova a camminare immersi all’interno della colata lavica, ammirando i colori delle sue rocce e dei suoi minerali. È un viaggio nella meraviglia, unico nel suo genere.
La visita è guidata da esponenti del Gruppo Archeologico Torrese.
A Torre del Greco, ad oggi, sono stati individuati oltre 45 punti di accesso al sottosuolo, e non tutti sono stati ancora ispezionati.

 

Elena Regina Brandstetter

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