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Cappella dei Bianchi della Giustizia

L’incredibile scrigno di Santa Maria Succurre Miseris

La Cappella dei Bianchi della Giustizia nel cortile dell’Ospedale Incurabili è uno scrigno di arte e storia.
Il luogo racconta la storia della Compagnia dei Bianchi della Giustizia che hanno accompagnato, incappucciati, migliaia di condannati a morte. Il piccolo tempio di Santa Maria Succurre Miseris contiene opere di Giovan Battista Benaschi, Paolo De Matteis, Giovanni Balducci, Dioniso Lazzari, Andrea Merliano e altro. “Veder non si può cappella né più bella né più adornata” scrive uno storico seicentesco dopo aver visto quadri e sculture lì conservate.
Nell’Ottocento sarà Salvatore Di Giacomo a descrivere la sua visita alla celebre istituzione, famosa per l’ufficio principale dei confratelli: l’assistenza ai condannati a morte. Attività che gli incappucciati svolsero accompagnando al patibolo e raccogliendo le ultime volontà migliaia di miseri e documentando ogni cosa nei loro registri. Carte preziose che raccontano pezzi importanti della storia di Napoli Capitale, quale quella dei martiri della Repubblica del 1799. I confratelli si occupavano anche di confortare e assistere materialmente le famiglie dei condannati a morte e anche i malati ricoverati nelle corsie dell’Ospedale Incurabili.
La Compagnia fondata da Salvatore La Marca ebbe tra i suoi adepti e correttori San Gaetano da Tiene (fondatore dei Teatini), Sant’Alfonso Maria dei Liguori (autore di “Tu scendi dalle stelle”), Francesco Caracciolo (detto il cacciatore di anime) oltre a nobili ed importanti mercanti dei seggi di Napoli. Certamente la compagnia fu punto d’incontro tra i poteri forti del vicereame spagnolo, la Curia , i nobili e i mercanti dei seggi. Maria Lorenza Longo fondatrice e governatrice dell’Ospedale Incurabili si prendeva materialmente cura dei confratelli di cui lavava gli abiti spesso intrisi del sangue dei condannati. Ecco perché la storia dell’Ospedale è strettamente legata alla Cappella.

 

Elena Regina Brandstetter

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