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Il “buco” che cura l’emicrania

Chiesa di Sant’Aspreno al Porto

via Sant’Aspreno, Napoli

Il sotterraneo di questa piccolissima chiesa, costruita nell’ottavo secolo nel luogo in cui si racconta vi fosse la caverna in cui dimorava il Santo, poi inglobata nel palazzo della Borsa nel 1895, custodisce un tesoro davvero singolare. Dopo una ripida rampa di scale si accede ad un vano che forse fu parte di un antico edificio termale romano. Addossato al muro c’è un piccolo altare, un po’ consumato dall’usura. E la ragione è presto spiegata. La tradizione vuole, infatti, che chi soffre di mal di testa e voglia liberarsi dal dolore si inginocchi qui e inserisca la testa nel “buco” per poi invocare il Santo. Sarà per l’ambiente fresco e non eccessivamente umido, o per il silenzio che regna in questo piccolo ambiente sotto il livello stradale, ma c’è chi giura che, una volta inserito il capo nel varco a forma quadrata, il sollievo sia immediato. Ed infatti Sant’Aspreno è considerato il protettore dei malati di emicrania.

Il primo Patrono della città

Sant’Aspreno fu il primo Vescovo di Napoli ma, dal 1673, è passato in seconda posizione dietro il veneratissimo San Gennaro. Sarebbe vissuto tra il I e il II sec. d. C. sotto gli imperatori Traiano e Adriano. Un’antichissima leggenda narra che S. Pietro, fondata la Chiesa d’Antiochia, dirigendosi verso Roma con alcuni discepoli, passò per Napoli dove avrebbe guarito da un male un’anziana donna, la quale si sarebbe convertita e sarebbe poi divenuta S. Candida la Vecchia.
Candida avrebbe portato da Pietro proprio Aspreno, anch’egli infermo. La leggenda narra anche che, a guarigione avvenuta, Aspreno si convertì e quando Pietro dovette lasciare Napoli per Roma consacrò l’uomo Vescovo, poiché nel frattempo la comunità cristiana era divenuta ampia e necessitava di un pastore. Alcuni studi più recenti hanno accertato che alla sua morte fu seppellito nelle catacombe di S. Gennaro. Nella Cappella del Tesoro, che si trova nel Duomo, insieme a quello di Gennaro e degli altri 50 santi protettori di Napoli, è conservato il suo busto d’argento. Si ritiene che nel Tesoro ci sia anche il bastone con cui l’apostolo Pietro guarì Sant’Aspreno dalla malattia.

Quali sono tutti i Protettori di Napoli?

Secondo la dicitura ecclesiastica: San Tommaso d’Aquino, Sant’Andrea da Avellino, Santa Patrizia Vergine, San Francesco di Paola, San Domenico di Guzman, San Giacomo della Marca, Sant’Antonio da Padova, San Francesco Saverio, Santa Teresa d’Avila, San Filippo Neri, San Gaetano di Thiene, Sant’Agnello Abate, San Severo Vescovo di Napoli, Sant’Agrippino Vescovo di Napoli, Sant’Aspreno primo Vescovo di Napoli, Sant’Eufebio Vescovo di Napoli, Sant’Atanasio Vescovo di Napoli, San Nicola di Bari, San Gregorio Armeno Vescovo e Martire, Santa Chiara d’Assisi, San Biagio Vescovo e Martire, San Pietro da Verona, San Giuseppe sposo di Maria Vergine, San Michele Arcangelo, San Francesco d’Assisi, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, San Giovanni Battista, San Francesco Borgia, Santa Candida Iuniore, Santa Maria Egiziaca, Sant’Antonio Abate, Sant’Ignazio di Loyola, Santa Maria Maddalena, Santa Irene Vergine e Martire, Sant’Emidio Vescovo e Martire, San Raffaele Arcangelo, Sant’Anna madre di Maria Vergine, San Luigi Gonzaga, Sant’Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa, San Vincenzo Ferrer, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Francesco Caracciolo, San Giovan Giuseppe della Croce, San Pasquale Baylon, San Francesco di Geronimo, San Rocco, San Gioacchino padre di Maria Vergine, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, Santa Lucia Vergine e Martire, Santa Geltrude, Santa Rita da Cascia.

 

Elena Regina Brandstetter

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