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Alla scoperta della street art napoletana

Oltre alle sue immense ricchezze storiche, Napoli è anche una città molto ricca di street art, sia al centro che in periferia, spesso realizzata con grande partecipazione dei cittadini. Ecco alcuni esempi.

Adriana Caccioppoli, Il bacio, dipinto su carta bianca (stencil), S. Pietro a Maiella, Napoli
Nata a Napoli, Adriana Caccioppoli realizza stencil che affigge liberamente negli angoli delle strade della città. In via S. Pietro a Maiella, accanto all’ingresso del Conservatorio, ci si imbatte in questo stencil raffigurante la scena di un bacio. Il rimando all’immagine de Il bacio rubato di Doisneau è quasi immediato. Tuttavia quest’immagine non è isolata, ma è legata ad un ciclo di lavori dal titolo Ritroviamo la strada: l’obiettivo dell’artista è quello di generare incanto a partire dalla rappresentazione di sentimenti semplici, genuini, come un invito a ritrovare la strada della spontaneità e a liberarsi dalle sovrastrutture.
Francisco Bosoletti, Partenope, murales, Salita San Raffaele
Di straordinario impatto per chi percorre le strade di Materdei, è l’improvviso comparire di un’affascinante figura femminile, Partenope, alta 15 metri, dipinta dall’artista argentino Francisco Bosoletti su iniziativa popolare del comitato Materdei R_esiste, nell’ambito della rassegna R_estate. Si è trattato di una progetto di crowfunding che ha visto protagonisti gli abitanti del quartiere, la cui volontà è stata determinante nella realizzazione di questo grande murales. Partenope è una figura mitologica, a metà tra un pesce ed un uccello, leggera nonostante la sua imponenza, avvolta da piumaggi e motivi fitomorfi, con un volto umano che esprime fierezza e che sprigiona un’attrazione magnetica negli occhi di chi la guarda.

Zilda, Il vento pesa quanto le catene, dipinto su carta (stencil), Palazzo Sanfelice, via Sanità 6
La spettacolare architettura di Palazzo Sanfelice, col suo intrico di scale, cortili, porte, panni stesi sui ballatoi, ospita un’opera malinconica quanto legata intimamente alla città di Napoli e alle sue origini che sfumano nel mare, nel mito, nella luce notturna della luna. Zilda, street artist francese, ispirandosi al brano del musicista francese Arnaud Michniak, ha rappresentato un uomo nudo di spalle, con i polsi in catene, che si affaccia su un cielo che preannuncia tempesta e su un mare nero e agitato, con il Vesuvio animato da una luce che brilla in lontananza. L’immagine si inserisce nel contesto architettonico, creando un effetto illusionistico di apertura verso l’esterno, che è insieme straniante e angosciante, a simboleggiare quasi l’impotenza dell’uomo di fronte alla natura.

Roxy in the Box, Mission Possible, dipinto su carta (stencil), Piazza Sisto Riario Sforza
In Mission Possible due amici si incontrano e discutono, mettendo a confronto copertine di quotidiani di eco internazionale che, non senza ironia, rimandano ai problemi della città ma contemporaneamente citano riferimenti a Warhol, al terremoto, all’arte stessa di Roxy in the Box. Si tratta di due icone fondamentali nell’immaginario di ogni napoletano: San Gennaro, che, con i suoi miracoli, offre grazia e speranza al popolo, e Caravaggio, l’artista dissidente per eccellenza. Le due figure si inseriscono con naturalezza in via dei Tribunali, come due abitanti del luogo, uno con la gamba appoggiata al muro, l’altro col piede appoggiato al Super Santos, come a celebrare la scanzonatezza e l’ostinata voglia di vivere del popolo partenopeo.

 

Elena Regina Brandstetter

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