Alla scoperta del complesso di Suor Orsola Benincasa
18 Marzo 2018
De Magistris “punge” De Luca: Se la Regione desse più soldi…
21 Marzo 2018
Mostra tutto

Alla scoperta del Museo Artistico Industriale (MAI)

 

Se provassimo a chiedere indicazioni per l’Istituto d’Arte Filippo Palizzi in molti saprebbero indicarcelo, tuttavia chiedendo del Museo Artistico Industriale incontreremmo solo espressioni smarrite. Quasi tutti ignorano l’esistenza all’interno dell’Istituto di questa preziosa e ricca raccolta museale, che comprende sia gli oggetti d’arte decorativa realizzati dagli allievi della scuola d’arte, che i rari ed antichi manufatti che dovevano servire loro da modello (in particolare antiche maioliche delle principali manifatture meridionali). Nella prima sala del museo sono riunite le creazioni degli studenti di fine Ottocento, fra le quali spicca il pavimento in cotto maiolicato raffigurante le Quattro stagioni ed ispirato al pavimento realizzato dai Chiaiese nel 1777 per Forio d’Ischia, esposto nella sala seguente. Fra le opere più suggestive vanno annoverati i due pannelli di maiolica raffiguranti la Scuola di scultura all’aperto e la Scuola di pittura all’aperto, eseguiti sotto la direzione di Domenico Morelli, il quale, insieme all’altro celebre pittore Filippo Palizzi, fu tra i docenti della scuola. Questi due pannelli sintetizzano la missione formativa dell’istituto poiché spiegano come fonte di ispirazione per i futuri artisti dovessero essere la natura e l’antico (non a caso altre sale del museo espongono anche pezzi archeologici). Nell’ambizioso programma delle origini il museo doveva essere una costola vitale delle Scuole Officine, cioè di un ente volto alla formazione pratica e non solo teorica. Una concreta manifestazione di tale progetto, in seguito naufragato, si ha nell’esecuzione del pavimento in cotto maiolicato della Sala Agata del Museo Filangieri, realizzato imitando le esgonette aragonesi del Quattrocento. Ad unire i due musei è infatti il loro fondatore: Gaetano Filangieri di Satriano, che nel 1882 diede vita ad entrambe le istituzioni.

 

Elena Regina Brandstetter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *