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Alla scoperta del complesso di Suor Orsola Benincasa

 

Questa preziosa raccolta di strumenti scientifici di fine Ottocento, che annovera le apparecchiature all’epoca più sofisticate e d’avanguardia, si trova in un “Antico laboratorio di scienze naturali, fisica e chimica”. Tale laboratorio non è, come ci aspetterebbe, annesso ad una facoltà scientifica ma costituisce il polo attrezzato per offrire una formazione scientifica alle allieve del Magistero, istituzione insediata alla fine del XIX secolo nel cinquecentesco ritiro di Suor Orsola e poi diventata l’attuale università. Le donne che studiavano presso il Magistero si dedicavano anche alle arti decorative. Curiosi di scoprire qualche loro creazione? Nel dedalo di corridoi scavati nella roccia, che corrono appena sotto il claustro, il battiscopa è costituito da divertenti piastrelle in cotto con lucertole in rilievo. Il prototipo di queste piastrelle, così come dei vasi che sono nel corridoio del claustro, si deve proprio alle allieve che lavoravano nella cosiddetta “fornace”. Questo ambiente esiste ancora (oggi è parte del laboratorio di restauro dei dipinti su tela) e conserva il grande forno in cui si cuoceva la terracotta. Prima ancora queste erano le cucine del convento e infatti accanto si apre quello che era il refettorio, oggi detto “sala rossa o aula Villani”. Antico e moderno si intrecciano di continuo al Suor Orsola e, fatto del tutto inaspettato, proprio la “sala rossa” è frutto di un meditato intervento di restauro dell’architetto Gae Aulenti. Le sorprese non finiscono perché appena poche rampe di scale più in alto del corridoio del claustro si possono visitare ben tre raccolte museali. Fra questi il Museo Storico permette di ammirare le opere d’arte dell’Istituto e di approfondirne la storia in un ambienti in cui è ancora visibile l’antica ruota, ovvero l’unico spiraglio di comunicazione con il mondo per le monache di clausura. Davvero unico è poi il Museo del Giocattolo, dove sono riunite le più diverse tipologie di giocattoli antichi, mentre di grande valore artistico è la raccolta d’arte della Fondazione Pagliara.

 

Elena Regina Brandstetter

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