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Meloni, firma il primo decreto (norme sulla giustizia e il Covid)

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Il premier Giorgia Meloni firma il primo decreto (Regolamento Giustizia e Covid), dà il via alla stretta “anti-rave”, completa la squadra di Governo e annuncia le prime misure sull’energia.

Il premier preme sull’acceleratore. “Non vogliamo perdere tempo” è il suo messaggio. Per questo, nonostante gli attriti soprattutto con Forza Italia, ha imposto la chiusura della lista dei sottosegretari e dei viceministri.

Nel Consiglio dei ministri c’è grande unità ed entusiasmo, nonostante le difficoltà percepite. Così, nella sua prima riunione “di merito”, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla lista dei “sottosegretari” e ha approvato il primo decreto contenente norme eterogenee, dalla magistratura al Covid.

Sul primo punto, l’entrata in vigore della riforma Cartabia è stata rinviata al 30 dicembre. Un atto che, secondo l’opposizione, mette a rischio i fondi del PNRR. “In effetti – ammette – questa riforma è uno degli obiettivi ai fini delle rate del PNRR, però lo dobbiamo centrare entro il 31 di dicembre. Ai fini del PNRR non cambia nulla. Ci siamo semplicemente presi due mesi, mantenendo i nostri impegni con l’Ue, offrendo ai nostri uffici giudiziari più tempo per valutare se vi siano alcune questioni da perfezionare”.

Per quanto riguarda il sistema giudiziario, le riforme includono modifiche alle normative sulla detenzione ostativa, che garantiscono che chi commette reati di mafia o terrorismo possa beneficiarne solo se collabora. Le modifiche sono state richieste dalla Corte Costituzionale.

Il Presidente del Consiglio Meloni ha dichiarato: “Non permettiamo che una delle Istituzioni più efficaci e temute contro la criminalità organizzata diventi disfunzionale per mancanza di competenza politica”. Per quanto riguarda Covid, il decreto anticipa al 1° novembre (31 dicembre) la fine dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e il personale delle RSA.

Con l’inflazione in aumento e le bollette alle stelle, i cittadini chiedono risposte immediate e concrete, alla luce delle promesse fatte in campagna elettorale. E’ una “corsa contro il tempo” per scrivere la legge di bilancio, ammette.  Il primo passo è approvare la nota di aggiornamento al Def (Nadef) in Cdm. Aggiunge: “spero” di poter presentare anche “alcuni primi provvedimenti sull’energia”.

Lucio Giacomardo

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