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La Svezia: con noi la Nato al centro del Baltico, e non solo

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Dal training in Italia alla deterrenza, parla il colonnello Jonsson

Blekinge (Svezia), 3 mar. (askanews) – “Questa base e questo stormo si trovano nella parte più meridionale della Svezia”. A parlare con askanews il colonnello Anders Jonsson, comandante della base aerea militare di Ronneby, contea di Blekinge. Un lungo passato da pilota e un presente in una delle posizioni più avanzate rispetto alle sfide che il Baltico – con le testate nucleari russe a poco più di 300 chilometri – rappresenta. “Kaliningrad? No, non è affatto lontana. È proprio dall’altra parte del mare. Da questo punto di vista, la Svezia è un paese piuttosto lungo” spiega Jonsson.

Sono aumentate le provocazioni da parte russa? “Sì, possiamo vedere diverse attività in aumento, da diverse operazioni informatiche, che magari non sono dirette principalmente alle forze armate svedesi” dichiara. E pensa che aumenteranno con l’adesione alla Nato della Svezia?, gli chiediamo: “Penso che quando saremo Nato, l’interesse per la Svezia sarà sia per la difesa svedese ma anche per la Nato. In attesa dei piani da parte dell’Alleanza, penso che avremo molte attività con la Nato, come membro della Nato avremo un ruolo più attivo nelle esercitazioni e in diverse attività di deterrenza. E ovviamente ciò potrebbe comportare maggiore attenzione alla Svezia, all’area”.

Il contributo svedese in termini di air policing potrebbe riguardare diverse aree? “Sì, ovviamente ci assumeremo la piena responsabilità come membri della Nato e poi spetterà alla Svezia, insieme con gli altri alleati, mettere in atto questi piani. Naturalmente potremmo contribuire con il Baltic Air Policing negli Stati baltici, ma potremmo anche farlo in Islanda o sul Mar Nero”. Quando si parla di addestramento, emerge poi anche un interessante legame con l’Italia. “Ci addestriamo molto – racconta il colonnello – con unità con sede in Italia, in particolare con il 56° e il 57° Rescue Squadron degli Stati Uniti con sede ad Aviano con cui facciamo training su base annuale. E, naturalmente, ci sono gli studenti piloti dell’aeronautica militare svedese che attualmente si addestrano in Italia” afferma Jonsson. “La Svezia ha una lunga tradizione, avendo una propria accademia di volo per l’addestramento dei piloti, dall’inizio alla fine. Ma avere una propria scuola di pilotaggio è costoso, almeno in termini di numero di istruttori. Così nel 2008 abbiamo iniziato con la formazione per il pilotaggio degli elicotteri insieme con la Germania. E poi abbiamo continuato con la formazione dei piloti di trasporto negli Stati Uniti e, recentemente, anche per i piloti di caccia in Italia e non vediamo l’ora di approfondire questa cooperazione”.

Quanto è strategico il sud della Svezia per la stabilità della regione? “Direi che è molto importante per i Paesi Baltici e il Mar Baltico. Questa è la parte sud-orientale dell’area, ma c’è anche un’altra area a nord nell’Artico, che è un’altra area operativa di importanza strategica. Poi abbiamo anche (un’area strategica) sulla costa occidentale, con le linee marittime di comunicazione in entrata e in uscita da Baltico e anche verso il più grande porto dei paesi nordici a Göteborg, ma i Paesi Baltici sono stati e continueranno ad avere un’importanza strategica e operativa”. (di Cristina Giuliano)

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