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La crisi dell’Agenzia Dire arriva in Regione Lazio, Marotta: “Rocca intervenga a tutela dei lavoratori”

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ROMA – “Con spirito unitario, di fronte ad una drammatica crisi aziendale, dobbiamo attivare la giunta regionale in modo celere, prendendo iniziativa come commissione. Dobbiamo informare e sollecitare il presidente Rocca e l’assessora alle Attività Produttive, Roberta Angelilli, e svolgere un ruolo positivo verso il Governo”. Lo ha detto il presidente della commissione di Vigilanza sul pluralismo dell’informazione del Consiglio regionale del Lazio, Claudio Marotta, nel corso dei lavori odierni della stessa commissione, dove sono stati auditi la rappresentante del Cdr della Dire, Alessandra Fabbretti, i membri delle Rsa di Cgil, Cisl e Uil della stessa agenzia di stampa Elisa Castellucci, Lorena Pagliaro e Andrea Porri e il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante, in rappresentanza anche di Fnsi.

L’audizione è stata convocata per capire la condizione dei lavoratori e dei giornalisti dell’agenzia Dire a seguito delle recenti problematiche aziendali. “Esprimo forte preoccupazione per la crisi occupazionale in corso nell’azienda- ha spiegato Marotta- garantire il pluralismo dell’informazione vuol dire anche garantire la qualità del lavoro e la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. La professionalità nella cronaca e nella costruzione dell’informazione espressa dalla redazione della Agenzia Dire è un valore fondamentale cui non possiamo rinunciare”.

“La crisi aziendale- ha concluso- non può essere pagata dalle lavoratrici e dai lavoratori. Dobbiamo lavorare per elaborare una strategia per il sostegno del pluralismo democratico nel mondo dell’informazione regionale: dobbiamo evitare che questa vicenda diventi un precedente pericoloso. L’Agenzia Dire ha la sua redazione principale a Roma con più di metà dei dipendenti che insiste nel territorio regionale. Per questo promuoveremo un’azione unitaria del Consiglio regionale del Lazio per tutelare i lavoratori e il pluralismo dell’informazione”.

Prima di Marotta hanno parlato i rappresentanti dei lavoratori. “Al momento la situazione sembra stabilizzata, col ritiro delle 17 sospensioni e il reintegro di alcuni colleghi licenziati– ha spiegato Fabbretti- Ma ad oggi non abbiamo ancora percepito gli stipendi di gennaio. Inoltre torniamo a chiedere il reintegro di tutti i licenziati, non solo di alcuni, un atto che sembra rispondere a logiche diverse dalla sostenibilità aziendale“.

Non meno importante- ha aggiunto- è che ad oggi la Dire, un’agenzia che vanta quasi 40 anni di storia, fatica a garantire il lavoro nella sede centrale della Capitale e vede scricchiolare l’impalcatura delle sue redazioni regionali già falcidiate non solo dai licenziamenti, ma anche da un piano di non rinnovi contrattuali a diversi corrispondenti”.

“In questa sede- ha detto ancora Fabbretti- i giornalisti della Dire chiedono che siano intraprese tutte quelle azioni che possano permettere di tutelare i livelli occupazionali, affrontando alla radice una situazione che, nei fatti, è quella di un’azienda in crisi. Ma non possono essere i lavoratori a pagare per gli errori gestionali del passato e del presente. Consci anche che in mancanza di soluzioni, la Dire potrebbe aprire un pericoloso precedente per il panorama editoriale italiano, già duramente provato da crisi economiche, sfruttamento e precariato”.

“È pertanto cruciale- ha concluso Fabbretti- il ruolo della politica e delle istituzioni, cui i redattori dell’agenzia Dire si appellano, affinché si pervenga a uno strumento in grado di salvaguardare i posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione”. Sollecitata dai consiglieri sull’ipotesi di apertura di un tavolo al Mimit, Fabbretti ha aggiunto: “È un’ipotesi da valutare. Al momento siamo in attesa di un piano di rilancio da parte dell’azienda che guardi oltre i fondi pubblici”.

“Abbiamo ancora pochi mesi davanti, ovvero fino ad ottobre- ha aggiunto Castellucci a nome anche di Porri e Pagliaro, parlando della situazione dei grafici, tecnici, videomaker, social media manager e lavoratori del settore amministrativo della Dire- perché dopo tale data non potremo più fruire di alcun ammortizzatore sociale. Se non vengono messe in campo misure urgenti e concrete per risollevare l’azienda saremo i prossimi ad essere licenziati: sono infatti 13 le risorse definite esuberi nel piano di ridimensionamento del personale che ci è stato sottoposto appena pochi mesi fa. Chiediamo quindi alla Regione Lazio di continuare a mantenere alta l’attenzione”.

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