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Influenza, la stagione è già arrivata? I consigli dell’esperto per affrontare il primo freddo

Dall'Italia e dal MondoInfluenza, la stagione è già arrivata? I consigli dell'esperto per affrontare il primo freddo

(Adnkronos) – Già arrivata la stagione dell’influenza? “In attesa dei dati dell’Istituto superiore di sanità, che monitorano l’andamento delle infezioni respiratorie in Italia, possiamo dire che già da diverse parti arrivano segnalazioni di casi di infezioni respiratorie, probabilmente di origine virale, anche a causa del brusco calo delle temperature”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Massimo Andreoni, professore emerito dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanità. 

Questo dato, secondo l’infettivologo, fa pensare che “la stagione influenzale, così come è successo negli ultimi anni, possa essere anticipata. Se fino a qualche anno fa la circolazione dell’influenza iniziava generalmente tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, negli ultimi 3 anni – ricorda Andreoni – abbiamo assistito a un anticipo, con la circolazione del virus già dalla fine di ottobre. Le prime segnalazioni che arrivano lasciano quindi intendere che la stagione influenzale possa iniziare sempre più presto”. A questo si aggiungono gli “sbalzi di temperatura, che possono arrivare anche a 10 o 15 gradi in meno e rendere più problematica la gestione delle malattie da raffreddamento e delle infezioni respiratorie”, aggiunge. 

Per il medico “ci esponiamo alle basse temperature non sempre in maniera corretta anche dal punto di vista dell’abbigliamento. Spesso continuiamo a vestirci come quando le temperature erano più alte, senza adeguarci al brusco cambiamento climatico. Questo – avverte – può essere particolarmente problematico per le persone più fragili, sia per l’età sia per la presenza di comorbidità, quindi per esempio per i malati cronici, per chi soffre di Bpco o di malattie cardiovascolari”. Il consiglio è quello di utilizzare un abbigliamento adeguato alle temperature esterne e di “aderire alla campagna di vaccinazione antinfluenzale non appena sarà disponibile”. 

Per quanto riguarda i bambini, “bisogna considerare che la ripresa delle attività scolastiche e lavorative può facilitare la circolazione delle infezioni virali respiratorie”, osserva Andreoni. “È importante quindi coprire i bambini in maniera adeguata rispetto alle temperature – raccomanda l’infettivologo – e, in presenza di sintomi respiratori, prestare attenzione ai contatti con le persone fragili, come per esempio i nonni anziani”.  

Quando è meglio evitare la scuola o il nido? “Quando il bambino presenta sintomi respiratori più importanti e febbre, è opportuno consultare il pediatra, che potrà valutare la situazione e indicare se sia necessario lasciare il piccolo a casa fino alla guarigione”, conclude l’esperto. 

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