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Zerocalcare e la sua “Rebibbia Quarentine”

Michele Rech, nome d’arte “Zerocalcare” nasce quando, dovendo scegliersi un nickname per partecipare ad una discussione su internet, s’ispirò al ritornello dello spot televisivo di un prodotto anti-calcare che stava andando in onda in quel momento. Aderisce allo stile di vita straight edge (particolare filosofia di vita generatasi nell’ambiente hardcore punk), che prevede l’astinenza dal consumo di tabacco, alcool e droghe. A maggio 2017 sono state vendute circa 690 000 copie dei suoi libri.

Romano di Rebibbia, è passato dalla scena underground e dei centri sociali fino ad arrivare alla grande distribuzione ed all’uscita di diversi libri di successo.

 In un’intervista al Lucca Comics diceva di non dovere niente a nessuno.

 Zerocalcare risponde solo alla sua coscienza.

Durante la trasmissione “Propaganda Live” di venerdì sera, Michele Rech, intervistato da Diego Bianchi Zoro, ha presentato la prima puntata di una sua nuova serie:

“Rebibbia Quarentine”. Episodi animati nel quartiere Rebibbia, un mix di racconti di periferia contestualizzati al buio periodo del Coronavirus, dove non per tutti stare a casa significa stare al sicuro.

 Nella prima puntata si parla del disagio della gente che si trova per la prima volta ad affrontare situazioni come il metro di distanza oppure il dover stare in casa con i propri parenti. E qui parte l’esempio del fratello tossicodipendente che in casa va in astinenza e rompe tutto.

 Contrasti sociali e culturali della Roma dimenticata da tutto e tutti.

“Rebibbia Quarentine”, Zerocalcare e il racconto di una Romad dimenticata che vive da troppo in isolamento  e non vuole più farci il callo.

Matteo Giacca

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