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Zeffirelli: “Una statua per la Callas all’Arena”

Una statua in onore di Maria Callas, che debutto’ in Italia in Arena nell’agosto del 1947, da porre fuori l’anfiteatro romano, di fronte all’accesso di platea. L’idea è di Franco Zeffirelli che oggi a Verona l’ha proposta al sindaco Flavio Tosi al sovrintendente Francesco Girondini e al direttore artistico della Fondazione Arena Gianni Tangucci. “Ho gia’ il bozzetto - ha precisato Zeffirelli - l’ho presentato al museo Puskin. Si potrebbe fare una statua di bronzo, di altezza naturale, con mani e volto di marmo”. Il progetto è stato subito ‘sposato’ dal sindaco Tosi che ha approvato anche il luogo indicato dal regista.

Una statua in onore di Maria Callas, che debutto’ in Italia in Arena nell’agosto del 1947, da porre fuori l’anfiteatro romano, di fronte all’accesso di platea. L’idea è di Franco Zeffirelli che oggi a Verona l’ha proposta al sindaco Flavio Tosi al sovrintendente Francesco Girondini e al direttore artistico della Fondazione Arena Gianni Tangucci. “Ho gia’ il bozzetto – ha precisato Zeffirelli – l’ho presentato al museo Puskin. Si potrebbe fare una statua di bronzo, di altezza naturale, con mani e volto di marmo”. Il progetto è stato subito ‘sposato’ dal sindaco Tosi che ha approvato anche il luogo indicato dal regista.

“Debbo fare i complimenti al sindaco – ha ribattuto subito Zeffirelli – per il successo della Lega Nord raccolto in provincia di Verona”. E tornando alla statua della Callas Zeffirelli ha calato un altro asso per la citta’: “se mettiamo l’immagine della cantante nel vallo davanti all’ingresso principale – ha spiegato – i turisti di tutto il mondo avranno un’altra donna celebre accanto alla quale farsi fotografare. Cosi’ Giulietta non sara’ più sola”. Zeffirelli, a Verona per il suo rinnovato allestimento dell’opera ‘Carmen’ che aprira’ l’87 Festival areniano il prossimo 19 giugno, è una fabbrica di idee, provocazioni, riflessioni. Dalla statua alla Callas al progetto ‘Liston’, la zona pedonale della piazza Bra, la piazza centrale di Verona, dove si affacciano l’Arena, il Comune e la Gran Guardia, per il maestro toscano il passo è breve. “Si dovrebbe allargare il plateatico del Liston, di marmo bianco, per unirlo ai giardini in modo da togliere la fascia scura del porfido dove passano biciclette e mezzi” propone Zeffirelli. “Questo è un po’ più complicato – ha scosso la testa Tosi – probabilmente il costo sarebbe molto alto”. Il regista è uno storico sostenitore del Festival areniano e anche in occasione dell’edizione numero 87 indica l’Arena come “la culla del melodramma italiano: se si parla ancora di opera lo si deve alla stagione lirica areniana, dove sono passate le più grandi voci della storia. Le opere sono il nostro grande patrimonio culturale che non dobbiamo perdere ma coltivare. E una ragione di più per farlo è il calo delle presenze di ospiti provenienti dal Nord europa frenati dalla crisi”. Sorprendendo politici e giornalisti Zeffirelli si è dimostrato infine aperto all’uso di microfoni, idea lanciata da poco da Placido Domingo. “Non si puo’ rifiutare il progresso – ha concluso – anche perchè il suono oggigiorno è cresciuto come valenza sociale e allora perchè non utilizzare i microfoni in un teatro aperto e anomalo come l’Arena ?”.

Teresa Lucianelli

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