Facebook chiude? No, e rilancia
11 Gennaio 2011
Fisco: lista Falciani, oltre 700 indagati
12 Gennaio 2011
Mostra tutto

I 40 anni dei Roxy Music

Hanno lasciato un’eredita’ ad almeno due generazioni di musicisti e rappresentato il trait d’union fra il progressive-rock e il punk-rock. Legati alla figura carismatica del leader Bryan Ferry, i Roxy Music quest’anno festeggiano il 40/o compleanno.

Hanno lasciato un’eredita’ ad almeno due generazioni di musicisti e rappresentato il trait d’union fra il progressive-rock e il punk-rock. Legati alla figura carismatica del leader Bryan Ferry, i Roxy Music quest’anno festeggiano il 40/o compleanno.

Come? Con una serie di concerti in Inghilterra, che culmineranno con una data alla O2 Arena di Londra il prossimo 7 febbraio. Si parte il 25 gennaio a Newcastle, ma i fan potranno seguirli anche a Manchester, Glasgow e Birmingham. Dopo il concerto londinese, il tour sbarchera’ (il 19 febbraio) anche in Australia per sette date, per chiudere a marzo in Nuova Zelanda. I Roxy Music sono stati uno dei gruppi principali della scena rock britannica e negli anni Ottanta hanno dominato le classifiche inglesi, influenzando gruppi New Romantic e Synthpop come gli Spandau Ballet e i Duran Duran. Brillanti e singolari esponenti del lato piu’ introspettivo e sperimentale del glam rock, insieme a David Bowie, hanno prodotto diversi capolavori (Virginia Plain, Remake/Remodel, Ladytron, Bogus Man, Editions Of Me, Do The Strand, Street Life). E il loro nome e’ legato indissolubilmente a moda, glamour, cinema e pop art. Nascono nel 1971. A guidarli, la tensione creativa tra l’intellettuale decadente Bryan Ferry e lo scienziato futurista Brian Eno. Due spinte che portano la band ad andare in direzioni opposte. Questa incarnazione dei Roxy Music avra’ anche portato alla pubblicazione di solo due album, ma e’ stata di ispirazione per una schiera di imitatori, non solo esponenti del glam rock dei primi anni Settanta, ma anche gli art-rockers e i gruppi pop-new wave della fine di quel decennio. Dopo l’addio di Brian Eno, la band – composta anche dal teddy-boy Phil Manzanera (chitarra), il laureato al Conservatorio Andy McCay (sassofono) e da Paul Thompson (batteria) – continua a seguire le sue inclinazioni artistiche per alcuni album, prima di sviluppare gradualmente elementi disco e soul. Il loro e’ un rock concettuale, ma molto pragmatico. Basato su brani dalla strumentazione densa ed eccentrica, ritmi incalzanti, fiati aggressivi e canto manierato. In pochi anni i Roxy Music (che inizialmente si chiamavano solo ‘Roxy’, ma furono costretti ad aggiungere ‘Music’ per un’omonimia con un gruppo americano) riescono ad ottenere un soul-pop sofisticato e seduttivo. Scioltisi nel 1976, si riuniscono nell’autunno del 1978 dopo un anno e mezzo di progetti solisti. L’album del ritorno, Manifesto (1979) conferma la loro popolarita’ in Inghilterra. Il seguente Flesh and Blood, del 1980, il loro settimo album, li porta al numero uno delle chart inglesi e negli Usa raggiunge la top 40. In seguito alla tragica scomparsa di John Lennon, i Roxy pubblicano una cover di Jealous Guy che regalera’ loro la vetta delle classifiche dei 45 giri, sia in patria sia Oltreoceano. Il popolarissimo album Avalon (1982), con l’indimenticabile singolo More Than This, chiude la loro carriera: Bryan Ferry decide infatti di lasciare la band e continuare a fare musica da solo. Nel 2001 il gruppo, senza Eno, stupisce il mondo musicale annunciando una nuova formazione per un tour mondiale e tornando sul palco nel 2005 nella tranche berlinese di Live 8. Fino al novembre scorso, quando Bryan Ferry, il dandy del pop, e’ venuto in Italia per presentare il suo nuovo disco, Olympia, con cui ha riunito i Roxy Music in studio dopo quasi 40 anni. Per stupire ancora una volta, ha chiamato accanto a se’ dagli eroi dell’elettrodance, i Groove Armada, a David Gilmour. Riuscendo persino a mettere in copertina un’icona della moda come Kate Moss.

 

Mario Caiazzo 

Comments are closed.