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I 30 anni di Quadrophenia

“A Liverpool c’eran mille dei Mods..Erano mille ma i Rockers di piu”’: chissa’ se Pete Townshend, mitico chitarrista del complesso rock The Who e autore del leggendario rock-film ‘Quadrophenia’ ha mai sentito questa improbabile e popolarissima ‘cover” interpretata da Ricky Shayne e diventata un vero inno della gioventu’ beat italiana degli anni ‘60. Di certo conosceva bene le bande rivali dei Rockers e dei Mods tra i quali vive e sogna l’adolescente inglese Jimmy, protagonista dell’album e del film diretto nel 1979 da Frank Roddam, in cui ebbe le esili fattezze di Phil Daniels, affiancato dall’amico Ace interpretato da un giovane Sting.

“A Liverpool c’eran mille dei Mods..Erano mille ma i Rockers di piu”’: chissa’ se Pete Townshend, mitico chitarrista del complesso rock The Who e autore del leggendario rock-film ‘Quadrophenia’ ha mai sentito questa improbabile e popolarissima ‘cover” interpretata da Ricky Shayne e diventata un vero inno della gioventu’ beat italiana degli anni ‘60. Di certo conosceva bene le bande rivali dei Rockers e dei Mods tra i quali vive e sogna l’adolescente inglese Jimmy, protagonista dell’album e del film diretto nel 1979 da Frank Roddam, in cui ebbe le esili fattezze di Phil Daniels, affiancato dall’amico Ace interpretato da un giovane Sting.

Quadrophenia racconta infatti la sua odissea di Modernist (da cui l’etichetta Mods), giovane londinese che ama sfrecciare a cavallo della sua Vespa contrapponendosi agli ‘Hell’s Angels’ dei Rockers che cavalcano moto rombanti e vestono giubbotti di pelle. Incompreso in famiglia, infelice col suo lavoro di fattorino, intimidito dalla violenza dei giovani rivali, Jimmy trova rifugio tra i suoi compagni Dave, Chalky e Spider e nei sogni delle “pillole blu” di anfetamina. Nei tre giorni di festa del Bank Holyday i ragazzi sperimentano uno sballo che è l’antenato dei moderni rave, ma finiscono anche alla guerra contro i Rockers sulle spiagge di Brighton. L’episodio, realmente accaduto nel 1964, si conclude nel film con l’arresto di Jimmy che in galera fa amicizia con lo splendido Ace, il compagno che ha la Vespa più bella. Tornato a casa, viene lasciato dalla ragazza, allontanato dalla famiglia e cerca l’amico Ace per scoprire che in realta’ è solo un facchino d’albergo. Deluso e amareggiato, ruba lo scooter di Ace e si lancia verso la scogliera di Brighton in una fatale corsa solitaria. Le canzoni dell’album fanno del film un vero spettacolo-concerto, ma riserva la sorpresa di un finale aperto alla speranza. Jimmy infatti salta dallo scooter all’ultimo minuto e scopre che la vita vale comunque la pena di essere vissuta. Al nichilismo della gioventu’ bruciata degli anni ‘60 sta per sostituirsi la rabbia della successiva contestazione e questo sottotesto non sfugge alla versione cinematografica che è del 1979. Difficile iscrivere Quadrophenia in un vero e proprio genere del cinema inglese anche perchè arriva troppo tardi rispetto alla rivolta del “free cinema”; si guarda piuttosto ai film-rock dei Pink Floyd e alla nostalgia verso la propria giovinezza, gia’ descritta dagli Who nell’album omonimo del 1973 con un sano distacco venato di autoironia. Tra le autentiche sorprese che il film riserva oggi c’è l’apparizione del giovane Sting che interpreta con vena da istrione il ruolo di Ace. Di tutto questo resta oggi un profumo d’antico che mantiene pero’ una straordinaria modernita’ musicale e una sorprendente sintonia con le inquietudini della gioventu’ ribelle di questi anni.

Teresa Lucianelli

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