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Eleanor Rigby, realtà o fantasia?

Potrebbe essere la definitiva soluzione di uno dei misteri, che da sempre appassionano i fan dei Beatles: chi era la Eleanor Rigby della canzone? Un personaggio reale o immaginario? La risposta potrebbe trovarsi in un foglietto datato 1911, dal quale emerge un pagamento fatto dalla municipalita’ di Liverpool a una lavapiatti e donna delle pulizie, ‘E Rigby’, che aveva 16 anni e lavorava all’epoca nella cucina del City Hospital a Parkhill.

Potrebbe essere la definitiva soluzione di uno dei misteri, che da sempre appassionano i fan dei Beatles: chi era la Eleanor Rigby della canzone? Un personaggio reale o immaginario? La risposta potrebbe trovarsi in un foglietto datato 1911, dal quale emerge un pagamento fatto dalla municipalita’ di Liverpool a una lavapiatti e donna delle pulizie, ‘E Rigby’, che aveva 16 anni e lavorava all’epoca nella cucina del City Hospital a Parkhill.

Quel documento, che testimonia che una Eleanor Rigby visse realmente e colpi’ la fantasia di McCartney, è stato regalato nel 1990 dallo stesso Paul (l’autore della canzone, anche se John Lennon ne rivendico’ anni dopo la co-paternita’) a Annie Mawson, titolare di un’associazione che usa la musica per aiutare bambini con problemi, che gli chiedeva qualcosa per raccogliere fondi. Mawson, della Sunbeam Music Trust, ha messo all’asta quella carta: si vendera’ il 27 novembre alla Idea Generation Gallery di Londra, e si prevede un prezzo stellare, oltre 500.000 sterline, che dovrebbero finanziare un centro per la musicoterapia. “Scrissi nel 1990 a McCartney per raccontargli il mio lavoro in una scuola speciale in Cumbria – dice Mawson – Uno dei ragazzi era autistico ed era ossessionato dai Beatles. Cosi’ gli insegnai a suonare Yellow Submarine al piano, canzone che lo fece uscire dal suo mondo insulare. Volevo creare un centro di musicoterapia, cosi’ raccontai la storia a Paul e gli chiesi aiuto. Mesi dopo ricevetti una lettera con il logo dell’ufficio di McCartney. Dentro c’era questo documento datato 1911… vidi il nome Rigby e capii perchè me l’aveva mandato. Quando lo prendi in mano, senti di aver davanti un pezzo di storia”. La canzone Eleanor Rigby – la storia di una donna sola che “died in a church and was buried along with her name/Nobody came” (mori’ in una chiesa e fu sepolta con il suo nome/non venne nessuno) – apparve nel 1966 come lato B del singolo dei Beatles Yellow submarine, e nell’album Revolver. McCartney disse all’epoca che il nome Eleanor fu ispirato dall’attrice Eleanor Bron (apparve nel film Help! nel 1965) e Rigby dal titolare di una ditta di vini di Bristol. Una pura invenzione, ha sempre ripetuto il musicista. Ma negli anni Ottanta il giallo beatlesiano riprese vigore: fu scoperta una tomba del cimitero della Saint Peter’s Church di Woolton (Liverpool), la stessa dove si conobbero Paul e John da ragazzini: sulla lapide c’è il nome di Eleanor Rigby (che pero’ era una donna sposata e con figli che mori’ nel 1939 a 44 anni), e accanto compare una tomba McKenzie (nella canzone si menziona anche un Father McKenzie). I Beatles hanno sempre negato un collegamento con quelle tombe (Paul ammise solo che aver letto quel nome forse funziono’ “in maniera subconscia”), tra le quali pure passarono da ragazzi, ma da allora il piccolo cimitero è oggetto di pellegrinaggio da parte di fan di tutto il mondo che ogni anno a migliaia visitano Liverpool. In citta’ c’è anche una statua dedicata alla protagonista della canzone, a pochi metri dal Cavern Club, il locale che lancio’ il leggendario quartetto.

Teresa Lucianelli

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