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Bolton: “Canto l’amore assassino con Lady Gaga”

E’ stato soprannominato l’uomo bianco con la voce da nero, ha venduto 53 milioni di dischi, vinto due Grammy e collaborato con Bob Dylan. Ora, dopo aver cantato con Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras, Ray Charles e BB King, Michael Bolton duetta con Lady Gaga, in Murder My Heart, incluso nel 18.mo album dell’artista americano di origini russe-ebraiche, One World One Love.

E’ stato soprannominato l’uomo bianco con la voce da nero, ha venduto 53 milioni di dischi, vinto due Grammy e collaborato con Bob Dylan. Ora, dopo aver cantato con Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras, Ray Charles e BB King, Michael Bolton duetta con Lady Gaga, in Murder My Heart, incluso nel 18.mo album dell’artista americano di origini russe-ebraiche, One World One Love.

“Un anno fa – racconta – ho ricevuto una telefonata di Lady Gaga, non ne avevo mai sentito parlare. Le ho detto che se avessimo fatto qualcosa assieme, sarebbe stato qualcosa che avrebbe ‘steso’ il nostro pubblico. Lei allora ha suggerito ‘tu uccidi il mio cuore’, siamo partiti da li’. Mi dissero che era una mia fan e, appena ho sentito la sua voce e la sua musica, sono diventato anch’io un suo fan”. Racconta: “Abbiamo lavorato due giorni fino alle sei di mattina. è la nuova Madonna, ha una grande energia ed è una cantautrice molto dotata e ha il mio stesso approccio al lavoro: lavora fino a quando non ottiene il risultato che si è prefissa. Se hai un talento, lo devi sfruttare, lavorarci. Abbiamo finito la canzone a Londra e a cena sua madre mi ha detto che era preoccupata per il futuro della figlia. Le ho risposto ‘non c’è nulla di cui preoccuparsi’. Lady Gaga ha quello che serve a un artista per muoversi nel duro mondo dello show-business: idee chiare e il fuoco dentro”. Da Pavarotti a Lady Gaga c’è una bella differenza pero’: “Big Luciano mi ha insegnato che ci vuole tutta una vita – aggiunge – per servire e mettere a frutto il proprio talento. Mi disse ‘ho visto che hai studiato da tenorè. Io gli risposi ‘no, ho studiato tè. Quando lavori a fianco di talenti come Dylan e Pavarotti sei nervoso, provi tanto rispetto”. Ha composto per Barbra Streisand, Kiss, Kenny Rogers e Patti Labelle, la sua musica è stata campionata dal Jay-Z e Kanie West, ha spaziato dall’hard rock degli inizi al soul e al blues, dalla lirica in chiave pop al jazz. “Il rispetto reciproco e l’apertura al diverso sono il primo passo per raggiungere risultati sorprendenti. E la diversità è una parte importante del mio nuovo cd”, dice parlando di One World One Love, in cui è inclusa una bellissima cover del 1987 di Terence Trent d’Arby (ora Sananda Maitreya), Sign Your Name, e The Best, co-firmato con uno dei maggiori talenti dell’R&B, Ne-Yo. è tra i tre artisti, insieme a Whitney Houston e Mireille Mathieu, ad aver ottenuta una richiesta di bis a Sanremo, dove l’anno scorso ha duettato con Anna Tatangelo in un brano contro l’omofobia: “è un argomento importante – dice – bisogna usare opportunità come queste per esprimere la propria opinione”. Su un possibile ritorno al festival, “Potrebbe succedere quest’anno – rivela – o l’anno prossimo. Quando andai la prima volta il mio cd aveva venduto in Italia 40 mila copie, dopo il festival 400 mila. Quindi, non ne sottovaluto il potere”. Impegnato da anni con la sua Fondazione che ha lo scopo di tutelare donne e bambini contro la poverta’ e la violenza domestica, Bolton ha tre figlie, e rivela di aver interrotto una burrascosa relazione con Nicolette Sheridan di Desperate Housewives: “Abbiamo – conclude – due caratteri molto forti. Dopo 17 anni con lei, posso dire che ora sono single”. Bolton annuncia che sara’ in concerto in Italia, il 20 gennaio a Milano e il 23 a Mantova.

Teresa Lucianelli

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