Fuochi illegali: al via la programmazione degli interventi
24 Novembre 2009
Napolitano: «La violenza sulle donne è un’emergenza su scala mondiale»
25 Novembre 2009
Mostra tutto

“Vivere per raccontarla”, l’autobiografia di Garcia Màrquez

E’ l’ autobiografia del popolare scrittore colombiano Gabriel Garcia Màrquez, nato nel 1928 a Aracataca, un paese nei pressi della costa caraibica. Scrittore e giornalista, insignito premio Nobel per la letteratura nel 1982 ricrea e racconta nel primo volume (ne sono previsti tre) un periodo fondamentale della sua vita: gli anni dell’ infanzia e della giovinezza ad Aracataca.

E’ l’ autobiografia del popolare scrittore colombiano Gabriel Garcia Màrquez, nato nel 1928 a Aracataca, un paese nei pressi della costa caraibica. Scrittore e giornalista, insignito premio Nobel per la letteratura nel 1982 ricrea e racconta nel primo volume (ne sono previsti tre) un periodo fondamentale della sua vita: gli anni dell’ infanzia e della giovinezza ad Aracataca.

Figure centrali dei primi anni di vita di Màrquez, sono le donne, dalla sorella che mangiava la terra di nascosto, alla zia che ricamò il suo lenzuolo mortuario e morì il giorno dopo averlo terminato. La madre  e il forte rapporto che li legava, le divergenze col padre sulle scelte di studio e di lavoro. Il nonno materno, veterano di tutte le guerre, con figli sparsi in ogni angolo del mondo. Ma è la storia d’ amore tra il padre e la madre, contrastata dalla ricca famiglia materna, ad introdurci pienamente nella narrazione. I lettori riconosceranno in queste figure i personaggi e le storie che hanno caratterizzato i libri di Màrquez da “Cent’ anni di solitudine” a “Nessuno scrive al Colonello”, da “Cronaca di una morte annunciata” a “L’amore ai tempi del colera”. La vita di “Gabo” è stata così simile ai suoi romanzi e si intreccia con il mondo fantastico della sua opera. Sono pagine colme di affetto per quel giovane che ama ostinatamente scrivere, che ha poche risorse economiche, che passa con lo stesso costante fervore dalle redazioni dei giornali ai bordelli e ai locali malfamati. In “Vivere per raccontarla” si respira l’ nconfondibile clima del realismo magico sudamericano. “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

Daniele Romano

Comments are closed.