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“Una bambina bellissima”, di Torey L. Hayden

Gli occhi vuoti, la bocca serrata, il visino sciupato, i movimenti assenti, è così che Venus appariva, una bimba nera di 7 anni che trascorreva le ore scolastiche in un apparente stato catatonico. E’ solo nel cortile che la bambina bellissima da segni di vita, ma nel modo sbagliato, assale e picchia chiunque le dia fastidio. Frugare nella cartella di Venus non servì molto a Torey L. Hayden , erano elencati tutti i problemi della sua famiglia e probabilmente quello bastava a spiegare l’attuale stato della piccola,con un’infanzia traumatica e Wanda, la sorella ritardata, unica ad occuparsi di lei, non si poteva di certo sperare in una ripresa veloce.

Gli occhi vuoti, la bocca serrata, il visino sciupato, i movimenti assenti, è così che Venus appariva, una bimba nera di 7 anni che trascorreva le ore scolastiche in un apparente stato catatonico. E’ solo nel cortile che la bambina bellissima da segni di vita, ma nel modo sbagliato, assale e picchia chiunque le dia fastidio. Frugare nella cartella di Venus non servì molto a Torey L. Hayden , erano elencati tutti i problemi della sua famiglia e probabilmente quello bastava a spiegare l’attuale stato della piccola,con un’infanzia traumatica e Wanda, la sorella ritardata, unica ad occuparsi di lei, non si poteva di certo sperare in una ripresa veloce.

Torey oltre a Venus deve badare ad altri 6 bambini della sua classe ‘’speciale’’ Billy,Shane e Zane, Jesse, Gwennie e Alice ,da loro riesce con una serie di stratagemmi ad ottenere dei miglioramenti. Ma per Venus è ben diverso, continua a recitare la sua parte di bambola. Per lei c’era bisogno di qualcosa di speciale, un semplice gioco non avrebbe riportato alla luce la bambina che era prima di essere sporcata dagli innumerevoli guai della sua sfortunata famiglia. Torey quindi decide di passare del tempo sola con Venus, approfittando della ricreazione. Prova a parlarle ripetute volte, facendole delle domande, ma sguardi assenti e silenzio è tutto ciò che ottiene, poi un giorno finalmente qualcosa sembra incuriosire la piccola Venus, sono dei racconti. Lentamente Venus inizia a risorgere, reagisce agli stimoli proposti da Torey, le sue medicine sono balli, storie e vecchie filastrocche, ma le ferite sembravano rimarginate una volta tornata in classe con gli altri bambini, infatti, in quel preciso istante, Venus torna ad essere la solita bimba assente. Questo è uno dei minori problemi che Torey deve affrontare, ma la sua forza di volontà e l’amore quasi materno che prova per Venus le permette di riportare il sorriso sul viso della piccina. Il lungo cammino che Hayden affronta per permettere a quelle creature di avere una forma di riscatto dalla vita, è colmo di ostacoli, ma l’inquietudine iniziale, portata dalla consapevolezza dell’esistenza di bambini disagiati, viene sfumata dalla forza di Torey nel condurre le sue lezioni col sorriso, con il gioco e la volontà di reagire. I dialoghi tra i bambini, il loro modo innocente di pensare , i giochi, gli scherzi , rendono la storia piacevole e divertente. Il racconto realmente accaduto, è narrato con così tanta sensibilità e passione che i progressi dei bambini ,soprattutto quelli di Venus, diventano una conquista non solo per l’autore ma anche per il lettore.

Desirée Coppola

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