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“Solo per giustizia”, l’esordio di Raffaele Cantone

Un libro scritto per sé e per i suoi figli, “per poter guardare a distanza di anni a questo periodo cosi’ intenso nel quale ho avuto il privilegio di mantenere e di avere il mio microcosmo familiare”. Il magistrato Raffaele Cantone, sottoscorta per le sue inchieste anticamorra, spiega cosi’ i motivi del suo libro ‘Solo per Giustizia’, durante la presentazione avvenuta oggi a Napoli.

Un libro scritto per sé e per i suoi figli, “per poter guardare a distanza di anni a questo periodo cosi’ intenso nel quale ho avuto il privilegio di mantenere e di avere il mio microcosmo familiare”. Il magistrato Raffaele Cantone, sottoscorta per le sue inchieste anticamorra, spiega cosi’ i motivi del suo libro ‘Solo per Giustizia’, durante la presentazione avvenuta oggi a Napoli.

Sala piena e un grande applauso hanno accolto il suo arrivo alla Feltrinelli dove in molti si sono messi in fila per avere un autografo di cantone sulla propria copia del libro. “Non sono uno scrittore, questa è una parentesi che non si ripetera’ – ha precisato – credo che potesse essere interessante vedere da dentro il lavoro dei magistrati, come queste persone identificate come eroi o personaggi negativi. Certo: la sollecitazione di Roberto Saviano è stata fondamentale, la possibilita’ di affrontare certi temi”. “Essere provinciale – ha aggiunto – è essere considerati lontani dai cittadini, ma soprattutto lo scotto di vivere una camorra molto più invasiva. Il mio maestro Aldo De Chiara mi diceva ‘Tu sei il prodotto di una sana provincia’. Io credo che questo sia vero”. A differenza di qualche anno fa, secondo il magistrato, “ora un camorrista non puo’ più camminare per strada mostrando quello che e”’. La nuova frontiera è il camorrista borghese”. “Questo libro – ha commentato Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli – arriva in un momento in cui dilaga il ‘gomorrismo’, cioè l’antimafia degli eroi. Ho avuto una piccola soddisfazione sentendo dire a Francesco Forgione che dobbiamo tornare al lavoro silenzioso di tutti i giorni”. Roberti ha poi spiegato che il “gomorrismo come esaltazione degli eroi antimafia è una operazione che trascende tutto cio’ che ha fatto Roberto Saviano. Noi abbiamo bisogno non di eroi, ma di persone di talento che sappiamo mostrarlo nelle attivita’ che svolgono”. “Non vorrei – ha commentato Cantone – che gli attacchi al ‘gomorrismo’ nascondessero l’inizio di un attacco all’antimafia”.

Teresa Lucianelli

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