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“ilmiosoloamicoègiasone”, romanzo reale e fantastico

Il romanzo ilmiosoloamicoègiasone si apre con una massima di Kahil Gibran che precede il testo e  recita: “E io vi dico invero che la vita è oscurità se non vi è slancio, e ogni slancio è cieco se privo di sapienza, e ogni sapienza è vana senza agire, e ogni azione è vuota senza amore, e lavorare con amore è un vincolo con gli altri, con se stessi e con Dio”.

Il romanzo ilmiosoloamicoègiasone si apre con una massima di Kahil Gibran che precede il testo e  recita: “E io vi dico invero che la vita è oscurità se non vi è slancio, e ogni slancio è cieco se privo di sapienza, e ogni sapienza è vana senza agire, e ogni azione è vuota senza amore, e lavorare con amore è un vincolo con gli altri, con se stessi e con Dio”.

Sfoglio ancora e si apre l’inizio che, apparentemente, nulla ha a che fare con Gibran. La storia di fondo è oltremodo  singolare ma  non smette  mai di sorprendere. Il libro in apertura descrive un suicidio che è quello di Marcelo, giovane scrittore, la cui vicenda viene ripercorsa da Elisa, sua giovane fidanzata, attraverso i  ricordi. Come ha dichiarato una lettrice, scatta nel romanzo il principio delle Matriosche, che lascia fuoriuscire di volta in volta personaggi e tematiche. Elisa quindi  si lascia andare ai ricordi. In realtà presenta Marcelo, il suo modo di essere, il suo stile  di vita, ed i suoi interessi. Ecco quindi comparire Aquis, Maestro di Scienza Sacra, che presenta ed introduce tematiche esoteriche ed iniziatiche. Elisa ricorda un’Agape, dove si assiste alla preparazione della stessa e ad un raduno della fratellanza. All’interno della stessa viene citato kremmerz, e si presuppone che si parli della fratellanza templare. Elisa ricorda il momento in cui ha conosciuto Marcelo e quello che lui le ha detto. Anche la madre di Marcelo morì di suicidio, e probabilmente anche il padre, Bruno Respighi, fece una fine analoga. Elisa ricordando va via dalla camera di Marcelo, portando però  via con se alcuni suoi scritti. Sfoglia e legge tre  racconti che introducono occultisticamente un nuovo personaggio: Alisè. In pratica è l’anagramma di Elisa, che viaggia non nel mondo reale ma nel mondo invisibile. Ed è proprio nel mondo invisibile che trova tre racconti compiuti. I racconti così  introdotti parlano di Natale, un ammalato di Aids che si sposa l’ultimo giorno della sua vita, con coscienza e con forza.

Natale non ha paura di piangere, ma invoca l’aiuto della fede. Invoca non la guarigione, ma la protezione. Natale prega. Natale crede. Natale si sente piccolo. Natale viene salvato. Il racconto successivo parla di  Mario,  che si conosce in fin di vita. Lui è poca cosa, che ha disseminato la sua vita di tradimenti ed incompiutezze. Mario viene angelicato e salvato dalla sua stessa moglie. Per ultimo si conosce Tommasino, bambino portatore di grave handicap, amato secondo per secondo da sua madre, donna forte e di grande rilievo, che vive intensamente e con fede la sua  vicenda. Lei non la perde  mai,  ha solo piccoli tentennamenti. Infatti non perde mai la strada.

L’autore ha distribuito, prima della presentazione, alcune copie agli utenti di Facebook. Ecco qualche parere:   

“… i tre racconti centrali mi hanno profondamente commosso ed in particolare la storia di Natale. Alcune volte noi uomini siamo costretti dalla società a dovere nascondere i nostri sentimenti o le nostre emozioni. Natale è un uomo che ha lottato nella vita, che vuole fare il duro, ma che non ha paura di mostrare le sue lacrime. E’ un uomo che dalla sofferenza ha guadagnato l’amore per la vita…”

Ed ancora:

“…molti temi importanti vengono trattati nel romanzo di Roberto Cristiano: L’aids, l’autismo, la morte, il suicidio, il dolore, l’amore, il perdono, la gioia e la vita, riecheggiano in tutte le storie ma pieni di Spirito e di Luce. Dalle pochissime osservazioni fatte fin quì, ci si può rendere conto di quanto il romanzo sia ricco di spunti per la ricerca, l’analisi e la decifrazione…”

Di cosa ho parlato in questa recensione? Non lo so. Ho parlato di un libro ricco di tematiche e spunti, scritto in modo impeccabile. Ho parlato anche di cinque libri diversi contenuti in un solo libro. Matriosche dice la lettrice citata in apertura. Vero!

Tale testo infatti potrebbe essere paragonato ad un avvincente film: il lessico, infatti, appare incalzante e coinvolgente, riuscendo a trascinare il lettore via via in una lettura sempre più emozionante e creando un pathos finale che induce a leggere con il fiato sospeso fino all’ultima riga.

Roberto Cristiano è anche l’autore delle “100 domande al Senatore Sergio De Gregorio”, ed in passato pubblicò, in qualità di capo redattore dell’Avanti in Sicilia, “Un Ponte per lo Stretto”, presentato in Italia ed in America. Oggi, per la casa editrice “Pagine”, esce il suo primo romanzo -“ilmiosoloamicaègiasone”-, che sarà presentato il 19 Gennaio 2010 presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli.

 

Daniele Laganà

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