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Presentato il libro “Buone notizie da Napoli”

“C’è una Napoli che cerca di emergere, nell’indifferenza generale. E’ la vera Napoli, fatta di storie di ordinaria amministrazione quotidiana, di buone notizie che magari non trovano spazio sugli organi di stampa ma che dimostrano il grande cuore e le grandi capacità dei napoletani, dando vita a un’immagine di speranza su cui, colpevolmente, poco si insiste, a causa della convinzione – errata – che il processo di degenerazione della città sia ormai irreversibile”.

Lo ha affermato Giovanni Lucianelli, autore del libro “Buone notizie da Napoli” (ForumItalia Edizioni, 10 euro), in vendita nelle librerie e nelle edicole, nel corso della presentazione che si è tenuta questa mattina nella sala delle conferenze del Gran Caffè Gambrinus di Napoli.

Il testo (con la prefazione dello scrittore napoletano Simone Di Meo) è diviso in sei sezioni: sanità, ambiente, solidarietà, tecnologia, cultura&lavoro ed economia. Ciascuna di esse riporta episodi accaduti a Napoli, o che hanno come protagonisti i suoi cittadini, che offrono un’immagine del capoluogo campano diversa da quella ormai classica, purtroppo, vincolata alla camorra e alle sue feroci dimostrazioni di violenza.

“Mi piace sottolineare come il libro di Lucianelli metta in evidenza i lati positivi che emergono in più settori, segno di una diversificazione delle capacità che operano in questa città, in particolare e nella regione, in generale”, ha affermato Nicola Oddati, assessore alla Cultura del Comune di Napoli. “Penso soprattutto all’ambito culturale, che nella pubblicazione ha uno specifico capitolo, anche in vista dell’obiettivo del Forum del 2013 che potrà dare grande risalto alla nostra città”.

“L’auspicio è quello di una nuova edizione del libro legata alle buone notizie del 2010”, ha affermato, dal canto suo, Rino Nasti, assessore all’Ambiente del Comune di Napoli. “Come uomo delle istituzioni, mi sono scontrato spesso con pessime notizie, ma iniziative di questo tipo aiutano a portare alla luce anche i tanti eventi positivi che spesso non ricevono il giusto risalto”.

Il consigliere comunale Raffaele Ambrosino ha concentrato l’attenzione sul ruolo di esempio che può rivestire la politica: “Nel prossimo biennio il Comune assumerà oltre 500 giovani. Ho scritto personalmente al sindaco Iervolino Russo chiedendole la maggiore trasparenza possibile. Infatti, a gestire il tutto sarà una struttura interministeriale”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato numerosi esponenti del mondo della stampa napoletana. “Bisogna ringraziare l’autore per aver avuto il coraggio di pubblicare un libro che va controcorrente, dando il giusto risalto a notizie che solitamente finiscono nelle brevi”, ha detto Ottavio Lucarelli, numero uno dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

“E’ importante mettere l’accento sulle buone notizie”, ha aggiunto Enzo Colimoro, presidente dell’Assostampa Campania. “Noi dell’informazione dobbiamo essere i ‘cani da guardia’ del potere,

e la pubblicazione di episodi rilevanti e positivi deve essere uno sprone per compiere azioni degne di nota”.

“Questo libro può porsi come punto di riferimento nell’editoria nazionale, e dimostra che c’è una Napoli che cammina a folle velocità, diversa da quella dei soliti stereotipi”, ha aggiunto Domenico Falco, vicepresidente dei giornalisti campani. 

“Napoli è piena di buone notizie”, ha ricordato l’ex assessore provinciale Francesco Borrelli. “Penso proprio al Gambrinus che oggi ci ospita e che ha contribuito al salvataggio di Treves. Solo dando esempi concreti possiamo far parlare la buona Napoli”.

“Ritengo che la cosa più bella di questo libro è che sia stato pubblicato proprio in questa città, che spesso viene ricordata solamente per la cronaca nera o i cattivi esempi”, ha aggiunto il cardiochirurgo Carlo Vosa, uno dei testimonial delle buone notizie da Napoli.

“Sono numerosi gli esempi in positivo che dimostrano che questa città può essere alla ribalta delle cronache nazionali non solo per eventi negativi”, ha concluso Alberto Patruno, presidente della II Municipalità. “E’ importante evitare che i giovani fuggano da Napoli”.

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