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Il blog di Cucuzza “Fuori dalla rete”

I commenti e le riflessioni del suo blog escono da Internet e diventano un diario cartaceo: nasce cosi’ ‘Fuori dalla retè, di Michele Cucuzza, il popolare e storico conduttore televisivo de La vita in diretta, tornato al giornalismo d’informazione con Uno Mattina, che ha gia’ pubblicato Antologia di poesie d’amore, Ma il cielo è sempre più blu (sul delitto Fortugno e i ragazzi di Locri) e Sotto i 40, storie di giovani di un’Italia vecchia.

I commenti e le riflessioni del suo blog escono da Internet e diventano un diario cartaceo: nasce cosi’ ‘Fuori dalla retè, di Michele Cucuzza, il popolare e storico conduttore televisivo de La vita in diretta, tornato al giornalismo d’informazione con Uno Mattina, che ha gia’ pubblicato Antologia di poesie d’amore, Ma il cielo è sempre più blu (sul delitto Fortugno e i ragazzi di Locri) e Sotto i 40, storie di giovani di un’Italia vecchia.

“Il suo impegno nel web è un vero e proprio secondo lavoro”, dice il giornalista Tommaso Gandino nella prefazione che parla anche di versatilita’ di Cucuzza “e della voglia di praticare tutti i mezzi che la modernita’ mette a disposizione da parte di chi sente il bisogno di una comunicazione non più a senso unico, ma con l’interattivita’ tipica del nostro tempo”. E si scopre che Cucuzza ha anche le sue pagine personali su MySpace e Facebook. Nel blog-libro, si leggono le riflessioni del giornalista sul “suo senso della vita”, ma anche su fatti di stretta attualita’ come la mafia, su casi di cronaca come l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher e relative considerazioni sui ragazzi difficili che gli adulti spesso “lasciano soli”; o sulla morte di Gabriele Sandri (il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto “per un tragico errore”). Ma ci sono il ricordo di Rino Gaetano (“una voce fuori dal coro”), di Enzo Biagi che aveva valutato con severita’ i suoi “frizzi e lazzi” in un pezzo sul Corriere, e che poi gli aveva dedicato un articolo più bonario su Sorrisi e Canzoni Tv. E giudizi su alcuni film come Juno, Sweeny Todd o Il Divo, la pellicola di Sorrentino su Giulio Andreotti un film “su un personaggio enigmatico, l’essenza del cinismo, ma anche un affresco spietato sul cinismo della politica stessa. Lo consiglio ai giovani”. E non mancano i riferimenti all’attualita’, dal caso Alitalia, ai morti sul lavoro per arrivare a Barack Obama “uno dei sogni dell’umanita’ non solo dei neri, si è realizzato” passando per un commento sulla “classe delle parole di McCain”, dopo i risultati delle elezioni politiche americane. Ma c’è un diario nel diario: nel libro, infatti, Cucuzza da’ spazio alla storia di una precaria che si firma con uno pseudonimo di sapore cinese, Lo So Lo: “Mi ha scritto una ragazza, trentenne, una precaria: mi ha mandato una doppia e-mail – scrive Cucuzza – con due attacchi diversi, come volesse mostrarmi le facce differenti di una stessa medaglia. Trovo il suo doppio messaggio lancinante, ironico, straordinario. Uno squarcio in un mondo di cui si parla tanto ma che troppo spesso è lasciato senza voce”.

Teresa Lucianelli

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