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‘Dalla sommità del cielo più alto’, il nuovo romanzo del giornalista Roberto Cristiano

Qual è il mistero che avvolge la vita e che evoca in noi la particolarissima sensazione di essere in cammino verso l’ignoto? Esiste una via per mezzo della quale, avvertendo l’impulso a trascendere la ordinaria ‘descrizione del mondo’, possiamo trasmutare la nostalgia dell’eternità in azione interiore?

Roberto Cristiano, giornalista professionista, ha già al suo attivo la pubblicazione di quattro libri compreso l’attuale Dalla sommità del cielo più alto (Edizioni Progetto Cultura). I due precedenti erano delle inchieste giornalistiche, in particolare citiamo Un Ponte per lo Stretto che è anche una raccolta di articoli scritti da alcuni pubblicisti che in quel periodo collaboravano con Roberto,  che viveva a Messina ed era il caporedattore della pagina Sicilia di una gloriosa testata nazionale. Il libro è stato poi presentato al Gabinetto di Lettura di Messina e alla Camera di Commercio di New York.

Con Dalla sommità del cielo più alto Roberto Cristiano prosegue il suo discorso sulla Scienza Sacra già iniziato anni fa con ilmiosoloamicoègiasone. Una sorta di viaggio iniziatico che conduce il lettore tra personaggi quasi irreali come Alisè, Marcelo, il coniglio Monghidoro e altri, e che si conclude con una dissolvenza che un po’ ci riporta alla tragica esperienza vissuta dall’autore in prima persona qualche anno dopo. Nel suo ultimo libro ritroviamo il Maestro Aquis che ci erudisce su alcuni elementi di Alchimia che è la vera protagonista di questo romanzo sospeso tra Terra e Cielo poiché troviamo al suo interno passioni, tradimenti e carnalità ma anche spiritualità, esoterismo e riti quotidiani. Ed è proprio con un rito che si apre il libro dove la giovane Oshi al risveglio visualizza di  togliersi il pigiama e farsi la doccia. Tutto questo si ripete ogni giorno alle 6 di mattina perché i riti vanno fatti sempre alla stessa ora. Questa è la Pratica del Pensiero.  

Oshi porta questo nome perché il padre Gian Luigi Bongio, affermato pittore e scultore, è un seguace di Osho che si autodefinisce il guru dei ricchi. Osho sosteneva che solo chi ha soddisfatto tutti i bisogni materiali può avvicinarsi alla spiritualità, infatti lui possedeva ben 93 Rolls-Royce. E affermava che si deve essere nel mondo ma non del mondo. Sulla base di questi e altri principi oshiani si basa la filosofia di vita di Bongio che alla sua arte dedica quasi tutto tralasciando però i suoi doveri coniugali con la moglie Gabriella Bianchi, una bella donna siciliana che lo chiama sempre cosa fetusa.  Forse per un tradimento?

Bongio eredita dal padre napoletano quel quid che rende speciali i partenopei, ma è la madre austriaca che lo avvicina alla Scienza facendogli conoscere I versi aurei di Pitagora e spiegandogli degli esercizi da fare alla fine della giornata. L’artista trasferisce la sua “conoscenza” acquisita nelle sue opere che espone in tutto il mondo. Ma è a Messina, esattamente il 21 maggio, che incontra la moglie Gabriella  in una delle sue visite al Campanile del Duomo. Per lei Bongio si ferma nella Città dello Stretto per tre mesi finchè la conquista. Il matrimonio finisce forse dopo l’ennesimo tradimento di lui che spinge Gabriella a fargli le valigie e a buttarlo fuori di casa. All’epoca Oshi aveva solo 14 anni ma quell’evento la segnerà profondamente nei suoi rapporti amorosi poiché non riuscirà ad impegnarsi davvero con nessun uomo. Tra l’altro Gabriella impedirà a Bongio di vedere la figlia finchè non compirà 18 anni. Da quel momento in poi Bongio diventerà la “cosa fetusa”. Un atteggiamento questo comune a molte donne che non tollerano situazioni di promiscuità e nel prendere decisioni del genere sono di solito quelle con una forte personalità. Ma ve ne sono altre, più subdole, che sopportano le “corna” purchè lui non divorzi e le continui a mantenere con annessa pensione post-mortem del fedifrago. Insomma, alla fine è solo una mera questione di soldi. 

Oshi è una insegnante di sostegno, laureata in lettere e filosofia, che combatte il bullismo nelle scuole. Cresce a dismisura il numero di ragazzi disabili e non che vengono presi di mira da bulli che, forti del branco, inveiscono nei confronti dei più deboli. Portandoli a volte anche al suicidio. Oshi condanna anche il web reo di partorire dei veri mostri che mettono in rete con dei video le loro “prodezze”. Dal punto di vista sentimentale Oshi è abbastanza disincantata e dopo aver rinunciato a sposarsi intraprende il Cammino Neocatecumenale, usato dai cattolici per avvicinare alla Fede. Oshi era affascinata da questa comunità cristiana che considerava come una famiglia, quella famiglia che non aveva mai avuto e che inconsciamente desiderava. Ma durò solo tre anni perché ad un certo punto ebbe la netta sensazione di trovarsi in una specie di setta. Possiamo dire, per esperienza diretta, che ogni comunità di qualsiasi credo religioso a volte può trasformarsi in una setta soprattutto quando gli adepti si isolano dal resto del mondo e si frequentano solo tra di loro e dettano regole sui comportamenti. 

L’autore nel suo libro tratta anche il tema dell’omosessualità. Oshi come i neocatecumenali critica i gay e l’ideologia gender perché si rifanno a una frase di Gesù che dice “crescete e moltiplicatevi” cosa che non può avvenire tra due persone dello stesso sesso. Bongio li definisce degli “infiltrati”. Cosa deve fare allora una persona che sente attrazione per il suo stesso sesso o si sente intrappolata in un corpo che non sente come suo? Per la Chiesa deve fare voto di castità. Il Maestro Aquis, che in realtà si chiama Turi Maggiore, in merito afferma che negli omosessuali la separazione dell’androgino non è avvenuta perfettamente per cui il corpo astrale non è sceso nel corpo fisico ma in quello eterico. 

Intanto Bongio vive una sua crisi personale, vicino ai settanta sente la vita sfuggirgli ed è pieno di rimorsi nei confronti delle persone che ama. Anche il lavoro non gli dà più serenità ed è un periodo buio anche dal punto di vista economico. Gli è ritornata l’insonnia e Gabriella chiede a Aquis di occuparsi di lui, malgrado sia una “cosa fetusa”. Adesso che è un uomo solo e malato ispira pietà. Ma anche disprezzo da parte della ex moglie che non perde occasione di umiliarlo per come si è ridotto. Tutte le persone che frequentava lo hanno abbandonato e Bongio già di mattina è depresso e di cattivo umore. Non riesce più a disegnare. Ha perso la fiducia in se stesso. Bongio si affida a Aquis per stare meglio. Il Maestro, che si ispira al Kremmerz, si presenta ogni giorno a casa sua e assorbe la sua stanchezza compiendo degli esercizi fno a quando l’artista torna pian piano a prendersi di nuovo cura di sé e della sua casa-studio. Un giorno Oshi trova nel bagno dello studio di Bongio una pratica alchemica e ne chiede spiegazioni ad Aquis. Si tratta della Formula dell’Acqua “Sia il firmamento in mezzo alle acque…”

Nel corso di una cena Bongio chiede a Aquis cosa sono la Piccola Opera e la Grande Opera. Il Maestro risponde che la Grande Opera si compie con il controllo dei sette peccati capitali. Impresa ardua che nemmeno i grandi iniziati sono riusciti a controllarli completamente. Pensiamo a Re Salomone che cadde nella lussuria con la Regina di Saba, ma anche per aver avuto tante amanti. Secondo Aquis un uomo deve concentrarsi solo su una donna per non disperdere le sue energie sessuali. A livello iniziatico, aggiunge il Maestro, bisogna saper gestire il desiderio per non farlo diventare lussuria. Superato questo si giunge alla Piccola Opera che Aquis descrive così: “Padre, Figliolo e Spirito Santo. Sale, Zolfo e Mercurio. La formula del lavaggio delle mani”.  La Piccola Opera e la Grande Opera insieme formano il Graal che si conquista con la purezza d’animo.

Bongio chiede a Aquis altre delucidazioni riguardo alla Formula dell’Acqua ma il Maestro gli risponde citando la Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto: “E’ vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa….”

Bongio incuriosito dalla figura di Aquis chiama un suo vecchio amico e gli chiede se lo conosce. La risposta è: Aquis è un Cervo Bianco. Ovvero colui che ha superato le prove di metamorfosi e rinnovamento della personalità.

Nel libro l’autore parla anche della Massoneria. Bongio è un massone che “si è messo in sonno” come rivela alla figlia Oshi che, dopo aver incontrato Luigi Ottavi, chiede al padre spiegazioni su alcune cose che ha visto nel suo studio. Bongio la informa che Ottavi è un 33, ovvero un massone di altissimo grado. E aggiunge che la Massoneria nasce come associazione iniziatica che includeva una parte magica che si esplicava attraverso dei riti. Quando questa parte sparirà nel 1723, esponenti autorevoli come Julius Evola ed Elìphas Levi ne dichiareranno la “morte”. Ma la Massoneria continuerà a vivere seppur in altre forme. I massoni riconoscono Dio come il Grande Architetto dell’Universo ma vengono lasciati liberi di seguire la loro religione. 

Tornata nello studio di Ottavi, la ragazza cerca di soddisfare la sua curiosità sulla Massoneria dopo che il padre le ne ha parlato come di una creazione divina. Ottavi le conferma quando detto da Bongio e le svela che il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, era in realtà un Maestro Venerabile, divenuto un 33 dopo la sua morte. Un destino, quello del grande attore, alquanto strano. Diventa celebre, ancor oggi i suoi film sono dei cult, e raggiunge il massimo grado della massoneria solo post mortem. La sua creazione più famosa ‘A Livella è una poesia massonica perché ritroviamo in essa i principi della vera Massoneria che sono Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. La livella, libella o bilancia è il simbolo dell’orizzontalità perfetta, ovvero della Grande Eguagliatrice. E’ costituita da una squadra al vertice della quale scende un filo a piombo. La livella quindi si lega all’iniziazione e al suo percorso muratorio. La poesia si conclude con questo verso “Nuje simmo serie…appartenimmo ‘a morte” perché in questa dimensione terrena lasciamo tutto, compresi titoli nobiliari e beni materiali. Il massone quando viene iniziato è invitato a spogliarsi di catenine, bracciali e anelli. Ricordiamo anche che Totò sosteneva un canile a Roma ed era molto generoso con tutti. L’artista aveva maturato il distacco dai “metalli”.

Tornando a Oshi, nel corso della lettura scopriamo che incontra un uomo, il dott. Toni Moggi e, dopo un inizio molto passionale, scopre di essere incinta e lo presenta in famiglia. Oshi adesso è finalmente felice, è guarita da dubbi e timori nati dopo la separazione dei suoi genitori. Moggi spiega a Oshi perché è diventato ateo e le confida un accaduto dolorosissimo della sua vita che lo ha portato a non credere più in nulla. Ma l’amore compie miracoli e insieme programmano il loro matrimonio.

Questo affascinante romanzo si conclude con il Grande Mistero, quel ciclo vitale di nascita e morte che unisce la gioia alla sofferenza. Mentre nasce Giona, il figlio di Oshi, si svolgono i funerali  del  padre Bongio. E come ultimo saluto Aquis gli lascerà una rosa, la Rosa Bianca della Cavalleria, espressione di alchimia spirituale, come quella che Roberto Cristiano depose sulla bara del suo Maestro a cui è dedicato questo libro e che li ritrae insieme nella copertina in una foto di molti anni fa.

Antonella Di Pietro

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