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Un mondo in miniatura

Guinness dei Primati: il maestro presepiale è riuscito a realizzare un intero presepe su di una fibra ottica

Un’arte che è passione, ecco il vero segreto del Maestro Aldo Calìro, che realizza presepi in miniatura e che col sorriso sulle labbra ci racconta di quando piccolissimo si appropriò di un pastorello della zia e di come da lì nacque il desiderio di realizzare una casetta per allocarlo.

Fortemente ostacolato dalla famiglia, e soprattutto dal padre, ex dirigente dell’Atan, che avrebbe voluto per lui un egual lavoro, il maestro, amante della musica non l’ebbe vinta per il Conservatorio, ma riuscì a frequentare l’Istituto d’Arte e poi l’Accademia. Studio e talento che l’hanno reso un vero guinness dei primati, in quanto confeziona i presepi più piccoli al mondo.

La natività in un chicco di caffè e persino in una lenticchia sono del 2008 e non contento e sempre guardando oltre, l’anno successivo il maestro realizza il presepe sulla testa di uno spillo di 1 millimetro di spessore, sulla quale riesce a cablare quattro personaggi: San Giuseppe, la Madonna, Il Bambin Gesù e l’Angelo. Al pari di un eccellente chirurgo, e servendosi semplicemente di un bisturi, di una lente di ingrandimento 10 PER e di normalissime micropinzette da sala operatoria, è riuscito a creare i personaggi, per poi dipingerli con un solo pelo del pennello più piccolo presente sul mercato. Terminati i personaggi sono stati poi singolarmente applicati sulla testa dello spillo. Per la realizzazione dell’opera il maestro ha impiegato venti giorni di lavoro.

L’opera per eccellenza è però del 2010, vale a dire un’intera Natività, con tanto di angelo su di una fibra ottica, presentata in anteprima nel corso della trasmissione “A sua immagine” su RAI 1. Il presepe è cablato su una superficie di appena 0,75 millimetri, un capolavoro di microartigianato da mozzare il fiato, tanto vero che il Sig. Calìro afferma: «Se avessi respirato avrei rovinato l’opera. Per riuscire nell’impresa, ho praticamente lavorato in apnea tant’è che dopo aver finito ho accusato dolori al petto». Chiaramente per poter vedere la Sacra Famiglia e l’Angelo è necessario fare uso di una speciale lente d’ingrandimento o di un microscopio.    

A dispetto delle dimensioni, tutti i personaggi hanno fattezze ed abiti come da tradizione, infatti la Vergine è nella sua veste azzurra col velo bianco, San Giuseppe ha la tunica viola, il cordone intorno alla vita, la barba e i capelli castani e Gesù Bambino è adagiato su una culla. L’Angelo addirittura è dipinto in tre colori: giallo, verde e rosso. Venticinque giorni di allenamento: «Ho lavorato notte e giorno con luci particolari, esercitando la mano affinché rimanesse ferma. Per abituare l’occhio a grandezze così piccole ci è voluto un po’ di tempo». Il presepe su fibra ottica diventa anche multicolor, semplicemente applicando lucine colorate dietro la fibra, che ruotando alternano le varie fasi della giornata: l’alba, il tramonto e la sera. Continuano le straordinarie realizzazioni ed è così che nel 2011 un’altra microscultura presepiale con natività viene cablata su un’unghia ricostruita.

Alla domanda com’è nata l’idea di realizzare dei presepi in miniatura, il Maestro ha risposto che si è trattata di una sfida, una sfida con se stesso, domandandosi se sarebbe riuscito ad inserire una natività all’interno del tondino di un suo cronografo (primo lavoro in miniatura) e poi verso tutti coloro che privi di fantasia e vera abilità copiano gli altrui lavori. La sfida è stata vinta senza riserve, infatti il maestro da anni cura queste sue “esclusive creature” senza che nessuno riesca ad emularlo. Nasce dunque la curiosità su quale sarà la prossima meraviglia di cui ci renderà testimoni e il Sig. Calìro ci spiega che sta ultimando pastori alti un centimetro e mezzo, con abiti in tessuto e che si muoveranno, tutta la Sacra Famiglia con anche bue ed asinello in movimento.

Altro che Guinness dei primati, a cui il maestro peraltro non è assolutamente interessato ed afferma: “Il pezzo di carta è fine a se stesso, a me interessa la realtà dei fatti, dimostrare realmente cosa si vale, testimoniando al cliente che chi realizza l’opera è l’artista che la firma, rendendolo partecipe durante l’esecuzione. Cado in trance mentre lavoro” e col sorriso sulle labbra dichiara: “amo a tal punto quest’arte, che tradisco mia moglie tutti i giorni con l’argilla, mio primo amore. Mi piacerebbe che in tanti amassero l’arte non per il valore monetario della stessa. L’Arte è Arte, non è denaro; si acquista per tesaurizzare, non per godere ed assaporare l’opera”.

Una tradizione squisitamente napoletana, secondo il maestro, che assolutamente non deve andare persa, ma che risulta difficilissima da trasmettere ai giovani,  che dice: “non sentono la passione nel cimentarsi, sia perché con una tradizione che viene avvertita sempre meno in famiglia, risulta impossibile avvicinare seriamente i giovani, sia perché napoletani e non, lavorano a bottega per miseri compensi lasciando che altri firmino poi le opere realizzate, dequalificando quindi un’arte a pura produzione in serie”. Molte le proposte pervenute al maestro, soprattutto dopo la notorietà raggiunta anche grazie alla televisione italiana e ad alcuni siti stranieri, tanto che gli hanno persino chiesto di esporre nel museo di Paul Getty, ma la fama non gli interessa, lui “…è rapito dall’Arte che non va confusa con altro e che deve essere fine a se stessa”.

Chiunque volesse visitare la bottega del maestro Calìro non deve fare altro che recarsi a San Biagio dei Librai 85C (a due passi da San Gregorio Armeno), lì dove i presepi prendono forma nelle conchiglie, in piccole chitarre, sedie a dondolo, tamburelli, libri, quadri; ed è lì che il visitatore avrà modo di vedere l’autore all’opera, con le mani sporche d’argilla e la mente rapita nel suo fantastico mondo, dove il Dio denaro non ha alcun potere, perché è l’uomo l’indiscusso Creatore!

 di Assunta Mango

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