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Succession, la terza stagione ora in onda su Sky Atlantic

Quando Succession approdò in Italia era il 2018 e a distribuirlo era il colosso Sky. Di questa serie se ne parlava già da molto, considerato il grandissimo successo registrato in Inghilterra e negli States, anche se inizialmente le reazioni del pubblico e della critica furono aspre.

Ad essere interdetti erano tutti coloro che ritenevano di avere a che fare con un grande fuoco fatuo, composto da un bellissimo quadro senza profondità. Ebbene, nel giro di pochissimo tempo la serie ideata da Jesse Armstrong, invece, ha raccolto consensi da parte di una vasta fetta di pubblico, in grado anche di ‘ammutolire’ tutti gli scettici.

Alla soglia delle battute conclusive della terza stagione, è possibile affermare che Succession è tra i migliori prodotti su cui HBO abbia puntato negli ultimi cinque anni.

A rendere questa serie degna di nota non è soltanto il quadro (senza dubbio allettante per la maestosità della fotografia e di una scenografia che fa sognare noi profani), ma soprattutto il magnetismo dei personaggi. Prendete pertanto una famiglia molto potente a capo della più influente e conosciuta rete mediatica e giornalistica nel mondo.

All’interno di questo ambiente familiare instillate un fitto e cinico ventaglio di relazioni che legano il canuto padre Logan Roy ai suoi quattro figli, ognuno dei quali vittima consapevole di una patriarcale e inarrivabile imprenditorialità, tanto affermata quanto perennemente minacciata. Il risultato è una serie che, se seguita pedissequamente, ipnotizza per la ricercatezza del linguaggio utilizzato dagli sceneggiatori e dalla regia (composta da alcuni tra i migliori autori moderni), convince per l’estrema naturalezza con cui tratta temi il più delle volte molto lontani dal nostro quotidiano quasi sconosciuti ai più, rendendoli credibili e quasi comprensibili.

La nota vincente è quel dark humour mai scontato e mai fuori contesto che rende giustizia a qualcosa di davvero spontaneo, ricalcando i migliori stilemi della black comedy, di quella spietata ai limiti della decenza che non intende affatto cedere mai il passo al decoro, a ciò che è universalmente corretto. Giochi di potere, scambi di ruolo, rancori e indulti, scontri e di nuovo incontri, in un turbinio di situazioni e colpi di scena che non lasciano spazio ad interrogativi, a speculazioni. Succession è come un fiume in piena, con il quale si sceglie di lottare o di perdersi.

Giada Farrace

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