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L’abuso sessuale sui minori

I tristi fatti di cronaca, hanno evocato e messo alla luce una delle piaghe della società: l’Abuso contro i minori. La morte della piccola Fortuna, punta il dito su un’episodio specifico, quella che sta coinvolgendo il comune di Caivano ed il suo “famoso” Parco Verde, ma ahimè sottende milioni di altri casi che stanno succedendo e che sono successi. L’Abuso verso un minore è inaccettabile e grave e come ha anche ribadito il nostro Santo Pontefice, va punito severamente, ma permettetemi di dire che la violenza perpetrata ai danni di queste innocenti vittime è plurima e non si riduce alla violenza sessuale, ma include ogni tipo di violenza, sia essa fisica che psichica che morale o semplicemente concettuale. E quando accade la colpa non è solo soggettiva, quindi non ascrivibile solo a chi la compie, ma soprattutto collettiva, coinvolgendo come responsabili e correi anche chi tace ma anche chi non fa nulla. Pertanto, la colpa oggettiva è anche dello Stato, delle Istituzioni che consentono che i minori vengano picchiati, puniti, usati per la manovalanza criminale, privati dell’istruzione, senza fare nulla: dove sono i centri sociali, dove sono le scuole. Perché anche questa usurpazione  dei diritti e questa totale  indifferenza è un ABUSO.  Un abuso perpetrato dalla società ai danni dei bambini. Vittime indifese ed innocenti.

I tristi fatti di cronaca, hanno evocato e messo alla luce una delle piaghe della società: l’Abuso contro i minori. La morte della piccola Fortuna, punta il dito su un’episodio specifico, quella che sta coinvolgendo il comune di Caivano ed il suo “famoso” Parco Verde, ma ahimè sottende milioni di altri casi che stanno succedendo e che sono successi. L’Abuso verso un minore è inaccettabile e grave e come ha anche ribadito il nostro Santo Pontefice, va punito severamente, ma permettetemi di dire che la violenza perpetrata ai danni di queste innocenti vittime è plurima e non si riduce alla violenza sessuale, ma include ogni tipo di violenza, sia essa fisica che psichica che morale o semplicemente concettuale. E quando accade la colpa non è solo soggettiva, quindi non ascrivibile solo a chi la compie, ma soprattutto collettiva, coinvolgendo come responsabili e correi anche chi tace ma anche chi non fa nulla. Pertanto, la colpa oggettiva è anche dello Stato, delle Istituzioni che consentono che i minori vengano picchiati, puniti, usati per la manovalanza criminale, privati dell’istruzione, senza fare nulla: dove sono i centri sociali, dove sono le scuole. Perché anche questa usurpazione  dei diritti e questa totale  indifferenza è un ABUSO.  Un abuso perpetrato dalla società ai danni dei bambini. Vittime indifese ed innocenti.
Sembrerà assurdo, ma il problema, anzi la tragedia, della violenza sessuale sui minori, in Italia è affiorata pubblicamente solo negli anni’80. In precedenza, c’erano stati delle ricerche e degli studi compiuti intorno al 1962, ma il pudore, lo sdegno e la vergogna (tipica degli struzzi) aveva fatto sì che fosse messo a tacere, in quanto ammettere l’esistenza di atti sessuali in danno a minori, soprattutto all’interno delle mura domestiche, e quindi all’interno delle FAMIGLIE -siano esse di ceto sociale ed economico basso che altolocate-, era ritenuto imbarazzante e riprovevole, per cui meglio non sapere, meglio tacere. Poi, per l’appunto dopo il 1980 sono incominciate a nascere Associazioni sensibilizzate al tema della prevenzione e soprattutto della denuncia sulla violenza sessuale sui minori.
Da allora, la cronaca ha messo a nudo una triste e consolidata realtà: “la violenza  sessuale sui minori”.
Esistono varie forme di abuso sessuale:  L’abuso sessuale intrafamiliare.  Esso non riguarda solo quello comunemente considerato tra padri o conviventi e figlie femmine, ma anche quello tra madri o padri e figli maschi; è attuato da membri della famiglia principale (genitori, compresi quelli adottivi e affidatari, patrigni, conviventi, fratelli) o da membri della famiglia allargata (nonni, zii, cugini).
L’abuso sessuale extrafamiliare. Interessa indifferentemente maschi e femmine e riconosce spesso una condizione di trascuratezza che porta il bambino ad aderire alle attenzioni affettive che trova al di fuori della famiglia; è attuato, di solito, da persone conosciute dal minore (vicini di casa, amici, conoscenti ecc.);
L’abuso istituzionale, quando gli autori sono maestri, bidelli, educatori, assistenti di comunità, allenatori, medici, infermieri, religiosi, ecc., cioè tutti coloro ai quali i minori vengono affidati per ragioni di cura, custodia, educazione, gestione del tempo libero, all’interno delle diverse istituzioni e organizzazioni;
L’abuso da parte di persone sconosciute (i cosiddetti “abusi di strada”); Lo sfruttamento sessuale a fini di lucro da parte di singoli o di gruppi criminali organizzati (quali le organizzazioni per la produzione di materiale pornografico, per lo sfruttamento della prostituzione, agenzie per il turismo sessuale); La violenza da parte di gruppi organizzati (sette, gruppi di pedofili, ecc).
Cercare di dare una spiegazione, un senso, all’esistenza di questi abusi è difficile se non impossibile, tuttavia, quello che si può fare è ricercare le radici della violenza, ossia le cause che inducono una persona ad esercitare e perpetrare tale deplorevole, immorale e grave violenza sui bambini. Sui propri figli, sui propri familiari, amici. Certo, questo non risolve il problema, ma può aiutare a prevenire e superare questo dramma.
Sicuramente, la prima causa,  la prima ragione che induce a comportamenti simili, è la “ripetitività dell’abuso”, ossia  il fatto che il genitore, che maltratta il figlio, abbia avuto nella propria infanzia tristi esperienze di abuso o di trascuratezza. Purtroppo  sono poche le persone che riescono ad elaborare ed estraniare dalla propria vita i disagi, ed il dolore ricevuto durante l’infanzia e/o l’adolescenza. Infatti, per lo più si radicano in essi la naturalità di quei comportamenti, per cui diventano parte integrante del loro modo di essere, di fare, di agire, di pensare, di vivere.  E nasce, così, ineluttabile e triste una catena quasi perpetua.
Un altro elemento importante che contribuisce a mettere in atto comportamenti violenti, e quindi violenza ed abusi sui minori, è l’ambiente circostante, ossia il luogo dove si nasce, dove si vive, le persone e le amicizie che si frequentano. Sicuramente la povertà, l’ignoranza, facilitano la nascita di atteggiamenti poco civili e ragionevoli.
Così che un uomo, piuttosto che una donna, che si raffronta quotidianamente con i problemi dell’igiene, dei soldi per mangiare, dello squallore totale, avrà sicuramente molte probabilità di sfogare la sua frustrazione la sua impotenza, la sua rabbia, il suo disagio materiale e psicologico per l’appunto con la violenza. Quindi facendo del male a terze persone, siano esse anche bambini. Anzi, la loro fragilità, la loro impotenza, la loro inferiorità, sarà proprio l’elemento principe di vendetta e soddisfazione. Anche loro possono tiranneggiare. Anche loro possono far subire e soffrire. Anche loro infliggono punizioni.
Sicuramente è difficile intervenire dopo, sarebbe opportuno che si prevenisse questo malessere interno. Occorrerebbe essere presenti, ascoltare i disagi di queste persone sin da ragazzi, affinché possano smaltire ed elaborare la loro tragedia personale in modo da non covare, da non far radicare in sé il valore della violenza.
Sarebbe auspicabile che i Servizi Sociali, i centri di assistenza per bambini affiancassero le realtà sociali a rischio, quelli sottoposte a disagio economico e psicologico. Sarebbe importante che l’istruzione obbligatoria fosse tale ovunque e per tutti. Sarebbe opportuno offrire sicurezza e protezione a chi ha subito violenza.
È chiaro che necessaria è la volontà e la partecipazione delle persone coinvolte, ma d’altra parte se esse sono lasciate a se stesse, se non si fornisce almeno l’opportunità e la possibilità, beh, dobbiamo rassegnarci a leggere le storie di cronaca senza fiatare, ma colpevoli di sapere senza fare. È come se la società fosse correa e quindi complice del dilagare della violenza sui minori, in quanto pur nella consapevolezza resta a guardare. Magari medica, ma solo dopo che il danno è stato esercitato.
Tutto si può sopportare, tranne che sapere e vedere bambini piegati alla violenza fisica e sessuale. Per questo tipo di violenza si dovrebbe essere severi, rigidi nella pena, ma aperti nel recupero e soprattutto pronti a fermare quel famoso circolo di cui sopra. Violenza che porta violenza.
Prevenire è meglio che curare; proteggere è meglio che aiutare; parlare è meglio che tacere; intervenire è meglio che abbandonare;agire è meglio che aspettare; amare è la soluzione.

Un sorriso, un saluto
MariaGrazia Siciliano

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