Rugby, giocatore perde una falange per un morso
15 Luglio 2016
Con la crisi finanziaria aumentano gli investimenti in arte
17 Luglio 2016
Mostra tutto

La tutela coercitiva dell’obbligo di pagamento dell’assegno di mantenimento

In sede di separazione (sia consensuale che giudiziale) si convengono degli obblighi relativi ai “doveri famigliari”. Uno di questi è la determinazione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e/o dei figli.
I genitori, infatti,  devono provvedere al mantenimento del figlio o dei figli. Nell’obbligo di mantenimento sono comprese tutte le spese necessarie allo sviluppo fisico, intellettuale e morale: vitto, alloggio, abbigliamento, cure generali, salute, educazione, formazione scolastica e professionale, tempo libero, copertura contro il rischio di malattia e incidente.

In sede di separazione (sia consensuale che giudiziale) si convengono degli obblighi relativi ai “doveri famigliari”. Uno di questi è la determinazione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e/o dei figli.
I genitori, infatti,  devono provvedere al mantenimento del figlio o dei figli. Nell’obbligo di mantenimento sono comprese tutte le spese necessarie allo sviluppo fisico, intellettuale e morale: vitto, alloggio, abbigliamento, cure generali, salute, educazione, formazione scolastica e professionale, tempo libero, copertura contro il rischio di malattia e incidente.
Orbene, detto così sembrerebbe che si delinei una condanna ed un onere in capo al “povero” genitore, per lo più il padre, il quale si trova costretto a crescere, educare, proteggere, assistere e curare i SUOI figli. Ma in realtà, di DOVERE non si dovrebbe assolutamente parlare, perché è un piacere, una conseguenza naturale all’essere genitore. Non esistono e non dovrebbero esistere imposizioni, leggi, azioni legali atte al raggiungimento e perseguimento di quello che rappresenta una normalità. Una forma di affetto ed AMORE.
Premesso che la nascita non è casuale ma è un evento seriamente voluto dai genitori, che decidono di mettere al mondo dei figli proprio per amarli, rispettarli, crescerli e seguirli in tutte le fasi della vita,da quelle semplici ed elementari a quelle più complesse e articolate, non si comprende come e perché a seguito di una separazione tra coniugi, il mantenimento dei figli diventi un dramma, un problema. !!!
È assurdo che per lo più i padri, i quali sono chiamati a concorrere alle spese necessarie e fisiologiche per la vita dei loro stessi figli, facciano finta che nulla ad essi è dovuto, che considerino questo dovere un aggravio, magari un’ingiustizia. Che si rivolgano ai loro figli come a degli estranei. (a questo proposito ricordo una tipica espressione che il padre rivolge alla ex moglie: “i tuoi figli”, rivolgendosi ai LORO FIGLI!!!proprio per rimarcare il distacco, l’estraneità ed il peso che quei poveri esserini gli procurano)
Anche in questo caso, dunque e purtroppo, occorre ricorrere alla giustizia, alle aule del tribunale affinché questi uomini, questi padri, si impegnino a rispettare il loro dovere.
Non pagare gli alimenti per i figli è un reato. Si, un reato perseguibile sia civilmente che penalmente. Per cui l’altro genitore, spesso le madri, possono decidere di proporre una querela ai sensi dell’art. 570 cod. pen. per violazione degli obblighi in materia di assistenza famigliare. Oppure civilmente possono proporre con un ricorso ai sensi dell’art. 709 ter, comma 2, cod. proc. civ. a seguito del quale il genitore inadempiente può essere condannato al risarcimento del danno nei confronti del figlio. I giudici, infatti,  hanno recepito abbastanza bene questa nuova norma e le condanne sono abbastanza frequenti.
Occorre ricordare ancora una volta, inoltre, che la sentenza di separazione, o, nel caso di separazione consensuale, il decreto del Tribunale che omologa le condizioni di separazione concordate dai coniugi, costituiscono titolo esecutivo sulla base del quale è possibile agire per il recupero forzoso del credito, ossia il coniuge che deve avere l’assegno di mantenimento può iniziare subito una procedura esecutiva nei confronti del coniuge obbligato, pignorando ad es: il suo stipendio o la sua pensione.
In quest’ultimo caso il coniuge avente diritto agli alimenti può convocare davanti al Giudice (dell’esecuzione) il datore di lavoro o l’ente previdenziale affinché a questi soggetti sia ordinato di versare una quota dello stipendio o della pensione direttamente al coniuge separato o divorziato.
In questa maniera il datore di lavoro o l’ente previdenziale dovranno togliere ogni mese dallo stipendio o dalla pensione la quota spettante al coniuge separato e versargliela secondo le modalità che questi riterrà opportune, mentre il coniuge obbligato (il marito) non potrà fare nulla per bloccare i pagamenti mensili stabiliti a titolo di mantenimento.

Di certo, non fa esultare questa realtà, ma se si considera che il 27%  delle madri separate si trova nel quinto più povero della popolazione, si può ben comprendere la serietà e gravità di questo dramma sociale.
Ma più che sociale, questo dramma riveste carattere personale e familiare, in quanto gli animi e le preoccupazioni materiali che incombono sulle mamme ed i loro figli, ridotti alla miseria per colpa dell’altro genitore, difficilmente possono trovare giovamento dal sapere che la giustizia alla fine può essere loro di aiuto. E questo anche per un altro serio ed importante e per nulla trascurabile motivo: di solito, anche dopo la condanna e la sentenza esecutiva, le disponibilità economiche e patrimoniali del coniuge sono tali che nulla serve. Per cui, la mamma ed i suoi figli oltre alla soddisfazione morale continuano a versare in uno stato di disgrazia economico, psicologico e morale.
Una domanda, pertanto, sorge spontanea: ma a questi genitori, a questi padri, cosa scorre nelle vene?? E nel loro cuore, quali sentimenti si annidano?? Di certo parole come Amore, Affetto, Umanità, Responsabilità, Dovere, non gli appartengono. La vera ed unica speranza, dunque, è che anche per loro ci sia da qualche parte la stessa moneta che li aspetta!!!

Per chi vuole condividere la sua esperienza, portando aiuto a chi versa nelle stesse condizioni, è possibile scrivere al seguente indirizzo: info@agenziadeldivorzio.it.
Un saluto, un sorriso
MariaGrazia Siciliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *