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San Gennaro celebrità negli States!

 

Il Santo che conta tantissimi devoti, avrà un busto anche Boston

 

Una devozione secolare che attraversa l’oceano. E’ questo il caso “San Gennaro”, o meglio, del suo busto che approderà negli States. L’iniziativa è stata promossa dalla Saint Gennaro Foundation of Boston, ente no profit, rappresentata in Italia, per i rapporti con la Santa Sede e le istituzioni religiose, da Antonio Grilletto.

Il busto di bronzo dorato è stato realizzato in Italia, ed è ispirato a quello custodito nel Duomo di Napoli. Mons. Giovanni D’Ercole è stato il primo rappresentante della Santa Sede ad ammirare l’opera già benedetta da papa Francesco.                                                                                                              Alla realizzazione del lavoro hanno partecipato vari artisti, infatti è stato plasmato da Ettore Marinelli rappresentante della trentesima generazione nella dinastia dei fonditori italiani, mentre il manto è impreziosito da una ricca decorazione policroma realizzata grazie all’impiego di 200 perle di fiume, madreperle e pietre semipreziose incastonate da Paola Patriarca.                                                         

L’iniziativa, che ha riscosso il plauso del Cardinale Crescenzio Sepe, testimonia la forte devozione degli italo americani a Boston per il Santo che liquefa. Per ben tre volte all’anno infatti, il suo sangue si scioglie, ossia il 19 settembre, giorno del suo martirio, il 16 dicembre, anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631, quando San Gennaro fermò l’arrivo della lava alle porte della città, ed il sabato della prima domenica di maggio, data della traslazione del suo corpo.                                                                                          

Parliamo di un rito che si ripete da più di sei secoli, e che tiene col fiato sospeso tutti i fedeli, dal momento che secondo la tradizione, al suo buon esito è legata la sorte della città nei mesi a venire. Da sempre durante il rito l’arcivescovo della diocesi preleva le due ampolle conservate in una teca dietro l’altare della Cappella del tesoro del Santo (una è riempita per tre quarti, mentre l’altra, la più alta, è semivuota, perché parte del suo contenuto fu preso da re Carlo di Borbone), per procedere quindi con la processione verso l’altare Maggiore e l’esposizione della reliquia al pubblico, attendendo che il sangue, normalmente solido, si liquefi.

È il 19 settembre 2017 quando il cardinale Sepe annuncia: “abbiamo trovato il sangue già sciolto quando abbiamo aperto la cassaforte”, ma non dimentichiamo che nel settembre 1980 il miracolo di San Gennaro non avvenne, ed in quell’anno si verificò il terremoto dell’Irpinia. Fu quello solo uno degli infausti episodi legati alla mancata liquefazione, infatti accade anche nel 1939 e nel 1940, sempre in settembre, ed in corrispondenza con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; così nel 1943 con l’inizio dell’occupazione nazista, ma anche nel 1973, quando il colera si diffuse in tutta Napoli. Questi sono solo alcuni dei casi, ma tanti ancora se ne potrebbero enumerare, di quando la mancata liquefazione è stata associata a pestilenza, eruzioni e guerre.                                                                                                                                 

La liquefazione del sangue di San Gennaro rappresenta un chiaro esempio di devozione Popolare ricordando che la Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto ufficialmente il fenomeno Come miracoloso pur consentendone la venerazione. Ma che si tratti di miracolo o meno, la fama del primo patrono di Napoli ha attraversato l’oceano tanto da raggiungere e radicarsi negli States.

 Assunta Mango 

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