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Omaggio a Rodari, la penna delle fiabe

Giornalista, scrittore e autore di opere per l’infanzia, avrebbe compiuto cent’anni il 23 ottobre. Gianni Rodari, nato nel 1920 a Omegna in Piemonte, ha scritto grandi classici della letteratura per giovani tradotti in diverse lingue, come “Filastrocche in cielo e in terra”, “Favole al telefono” e “Il libro degli errori”, mentre il suo nome è legato a diversi riconoscimenti come il prestigioso premio del 1970 Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia. Precursore del genere, dotato di fantasia e leggerezza, Rodari è stato ricordato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a proposito del suo rapporto tra la parola e l’immagine, a cui si ispira l’edizione del 2020 della Settimana della lingua italiana nel mondo.
 
Insegnante prima, giornalista di professione poi alla fine della seconda guerra mondiale, dopo diverse collaborazioni autorevoli per periodici come L’Unità e il Pioniere, diventa scrittore di successo solo a partire dagli anni Cinquanta. È stato poi promotore di incontri, seminari e conferenze nelle scuole con genitori, studenti e insegnanti, per un confronto costruttivo al servizio dell’istruzione. Di Rodari esistono testimonianze, articoli e programmi tv che ne raccontano pensieri e carriera, come il libro di Pino Boero e Walter Fochesano, dal titolo “L’alfabeto di Gianni”, una biografia con curiosità divertenti e aneddoti poco conosciuti. Dalle letture di gioventù, al rapporto con il padre morto di broncopolmonite, dalla passione per i gatti a cui ha dedicato poesie e storie, fino alle emozioni provate sui treni . E poi ancora l’amore per la musica e il violino e le storie create assieme agli studenti come “La torta in cielo”, da cui è tratto l’omonimo film del 1972 diretto da Lino del Fra. 
 
Sono le sue opere sinonimo di spensieratezza ed entusiasmo, ciò di cui forse in questo momento storico avemmo più bisogno. Raggiunti da bollettini clinici allarmanti e nella morsa di una pandemia che ci accomuna tutti alle diverse latitudini del pianeta, potremmo oggi più che mai trovare una panacea e una forma di elusione dalla realtà proprio in quelle favole e filastrocche che coniugano creatività e messaggi genuini. In fondo Rodari fino alla morte nel 1980 ha sempre voluto divertire e far sognare, educando alla lettura con un approccio costruttivo. E lo aveva scritto: “Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi”.
 
Marita Langella

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