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Misericordia dell’Arte

Su via dei Tribunali uno scrigno di Arte con Caravaggio

Uno dei tesori della città di Napoli, è conservato a pochi passi dalla Cattedrale, su via dei Tribunali.

Il Pio Monte della Misericordia che è una delle più importanti e antiche istituzioni benefiche napoletane nata per l’esercizio delle Sette Opere di misericordia corporale. Fondata nel 1602 da sette nobili napoletani: Cesare Sersale, Giovan Andrea Gambacorta, Girolamo Lagni, Astorgio Agnese, Giovan Battista d’Alessandro, Giovan Vincenzo Piscicelli e Giova Battista Manso; che si riunivano tutti i venerdì all’Ospedale degli Incurabili per mettere in atto un programma di opere assistenziali e caritatevoli. All’inizio la prima sede fu una chiesa costruita da Giovan Giacomo di Conforto a pochi metri dalla scala che conduceva al Duomo. Dal 1658 al 1678 l’edificio, divenuto insufficiente per le cresciute esigenze dell’ente, fu ampliato, anche grazie all’acquisto di costruzioni limitrofe, dall’architetto Francesco Antonio Picchiatti, fino ad acquisire l’aspetto attuale. Di fronte la piazza cardinale Sisto Riario Sforza, ove si erge la cupola della Cappella di San Gennaro, e proprio per il patrono si festeggiava con addobbi, luminarie e rappresentazioni in musica e di teatro sacro, e dove si staglia nei suoi 24 metri la guglia alta 24 metri, sorta come macchina da festa, nata per volere della Deputazione nel 1636, opera del Fanzago, con all’apice il Patrono. Sulla facciata del palazzo un fregio sulla fronte reca il motto del Monte, un verso di Isaia: Concorrono ad esso tutte le genti (Isaia 2,2). All’interno del portico, un complesso scultoreo raffigura al centro la Madonna della Misericordia ed ai lati due figure allegoriche che riassumono le opere di carità corporale. Dalla seconda arcata del palazzo c’è l’ingresso alla chiesa, a pianta ottagonale e ornata da sette cappelle, anch’essa opera del Picchiatti con all’interno sette dipinti, uno per ogni pia opera della Misericordia tutti in stile barocco. Sull’altare maggiore il capolavoro di Caravaggio: le Sette opere di Misericordia.

All’interno poco prima del cortile una scala porta al primo piano, dove le suggestive sale dell’appartamento storico custodiscono la preziosa Quadreria con il considerevole nucleo di dipinti e bozzetti di Francesco De Mura, artista del ’700 napoletano e insigniti pittori italiani e stranieri dal Cinquecento all’Ottocento.

Originariamente il De Mura nel 1782 aveva donato in eredità all’istituzione 180 dipinti, in parte venduti secondo il suo volere per far fronte alle opere assistenziali; di questa collezione, oggi restano in quadreria 43 dipinti.

Uno scrigno che conserva l’arte di Napoli nell’espressione pura della Misericordia.

Marco Fiore

 

 

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