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Marilyn Monroe, un anniversario tra misteri irrisolti

Sono le storie intrise di misteri e ombre ad affascinare anche a distanza di molti anni. Quando i protagonisti poi sono delle icone consacrate dello star system hollywoodiano la curiosità si traduce in morbosità e in ricordo collettivo che il tempo non scalfisce. Sono trascorsi 56 anni da quel 5 agosto del 1962, giorno in cui Marilyn Monroe, trovata morta nella sua casa di Brentwood a Los Angeles,  si aggiungeva alla lista di giovani star del cinema e della musica scomparse prematuramente. A inquietare e al contempo interessare stampa e fan di tutto il mondo hanno contribuito le circostanze nebulose della morte, tra versioni ufficiali, lacune, depistaggi e palesi incongruenze. 

Un’attrice fascinosa e talentuosa, dalla vita borderline, divisa tra successi planetari, eccessi, amori incestuosi e depressione incurabile. Marilyn muore a 36 anni, sola e incompresa, tra psicofarmaci e alcol, divorata da quel male di vivere così difficile da individuare in chi dalla vita aveva ricevuto tanto. Film di successo, contratti milionari, copertine e  artisti di fama mondiale da Andy Wharol a Elton John, che hanno tratto ispirazione per opere, canzoni e libri divenuti dei cult indimenticabili. Una bionda fatale dalle curve perfette e dallo sguardo che strega, la Monroe è stata un’attrice capace di coniugare duttilità interpretativa e abilità in discipline artistiche come il canto e la  danza. Tutto questo a un approfondimento più accurato non elide tuttavia il carattere di oscurità e segretezza che ha sempre avvolto la vita privata e le scelte operate della diva. Passioni turbolente, due matrimoni falliti con Joe DiMaggio ed Arthur Miller, un filo nascosto tenuto con la famiglia Kennedy hanno delineato i contorni di una storia degna di essere approfondita. 
 
La morte dell’attrice che la versione ufficiale ha voluto ricondurre a un suicidio per assunzione di dosi massicce di barbiturici, è solo l’ultimo capitolo di una dark story scritta e raccontata a imperitura memoria. E così tesi complottistiche circa un possibile omicidio della Monroe perpetrato da chi voleva far arrivare un messaggio chiaro alla famiglia presidenziale, hanno trovato spazio in biografie, articoli e libri. Ciò che merita di essere ricordato tuttavia è il carattere fragile con le dicotomie di una donna che ha fatto della sua depressione la sua dissoluzione . Bellezza e charme stridono con l’autolesionismo latente e con pensieri che forse albergano solo negli animi più sensibili. E poi ancora le luci della ribalta, una vita patinata e i flash dei fotografi a suggellare un divario incolmabile tra divismo ed inadeguatezza. Riecheggiano in questo anniversario le sue parole negli ultimi anni di vita: “Sono orribile ma datemi tempo: mi truccherò la faccia, ci metterò sopra qualcosa di splendente e saro’ di nuovo Marilyn Monroe”.
 
Marita Langella

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