De Sangro… il Cristo velato
15 Ottobre 2017
Gribaudo (Pd): “Sgravi fiscali e previdenziali a favore dei lavoratori autonomi”
20 Ottobre 2017
Mostra tutto

MARIANNA, ’A CAPA ’E NAPULE

Da Piazza Mercato a Palazzo san Giacomo, sempre presente tra i napoletani

Una delle leggende della Napoli del’600, narra di una donna bellissima di nome Marianna, che già sposa di un commerciante fu invitata a palazzo dal viceré e tra lazzi e scherzi pare che alle profferte d’amore del regnante la donna abbia risposto con una sonora risata. All’offesa, il duca di Medina Coeli rispose facendole arrestare il marito, e lei, in tutta risposta, scese in piazza scatenando la rivolta che portò all’imprigionamento dei dignitari spagnoli e dei nobili napoletani.

Della gagliarda, il ricordo è dato da una grande testa, unica parte di una intera statua, che poggiata su di un pilastro, è rimasta esposta per lungo tempo a piazza Mercato, per poi trovare più degna collocazione durante il Risanamento a Palazzo San Giacomo.

Portata dall’acqua, i napoletani hanno sempre identificano ’A capa ’e Napule con la sirena Partenope, che protegge i cittadini ed i pescatori, gli stessi che sono devoti alla Madonna Bruna.

Affidataria nei secoli di segreti, sussurri di innamorati, lacrime e lamentele, ha partecipato alle vicende della città in tante occasioni, come nella lontana rivolta di Masaniello, quando avventandosi su di lei le frantumarono il naso, che solo a distanza di quattro secoli le fu ricostruito. Ma Marianna è stata presente anche a celebrazioni e cerimonie, come alla festa di Sant’Anna, dove spostata di fronte alla Chiesa di Santa Maria dell’Avvocata, ed abbellita da ghirlande di fiori, tra i balli delle popolane era spesso confusa con la statua della Santa.

In un pomeriggio poi di settembre del 1854, Giovanni Artieri, Amedeo Maiuri e Augusto Cesare, andarono in piazza del Mercato e trovarono l’erme di Marianna vuoto. Al piedistallo poggiava le spalle una venditrice di pannocchie bollite, che alla curiosità degli uomini in merito alla sorte toccata ‘a capa ‘e Napule rispose: «l’hanno luvata stammatina. Dice c’ha mettono dinte ’o Municipio. Mo ce stongh’io».

E così, nella sua imponenza, Donna Marianna dallo scalone del Municipio pare vigilare sulla città; ma i più romantici, pensano che in realtà desideri tornare all’aria aperta, partecipe in una città in continuo fermento, tra la sua gente, che tanto l’ha amata e rispettata.

Assunta Mango

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *