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Lucio Battisti, il mito che non tramonta

Il 9 settembre del 1998 moriva all’età di 55 anni Lucio Battisti, e con lui un’epoca storica di cambiamenti della canzone italiana. Il poeta dall’animo rock, l’artista schivo e sfuggente, emblema di una cultura musicale libera da etichette e rigide classificazioni.

Alla sua morte ha lasciato 20 album ufficiali, brani iconici senza tempo divenuti memoria collettiva di una nazione. Battisti è stato paragonato per grandezza ai Beatles, apprezzato all’estero da artisti come David Bowie per una scrittura capace di muoversi attraverso generi diversi. Il sodalizio con Mogol poi, coautore di testi trasformati nel linguaggio comune in veri e propri proverbi, ha permesso all’artista di usare le parole quasi come onomatopee. 

Nelle canzoni di Lucio Battisti ci sono orchestrazioni complesse, approcci libertari quasi hippy, melodie armoniche ma anche conflitti di classe, allusioni velate e avventure amorose trasgressive. “Devo distruggere l’immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L’artista non esiste. Esiste la sua arte”, dichiarava nella sua ultima intervista del 1979.
 
Le otto canzoni dell’album “Il mio canto libero”, uscito nel 1973 e forse il suo disco più famoso, sono espressione di quella varietà stilistica e compositiva innovativa per il tempo. “La luce dell’est”, “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi “, “ Confusione”, “Luci-ah”, sono alcuni dei suoi brani che richiamano a quadri musicali con tratti emotivi diversi tra loro. 
 
A 21 anni dalla sua scomparsa Lucio Battisti è ancora l’emblema, come sottolineato anche dal New Times, del popolo italiano diventato adulto tra gli Anni 60 e i primi 70. E al pari di Bob Dylan è stato il cantante pop italiano ad aver definito un’era di speranze, cambiamenti e conquiste. Album, raccolte, tributi e interpretazioni di altri artisti, sono la testimonianza ancora oggi di un patrimonio artistico che continua a influenzare generazioni di musicisti. 

 
Marita Langella

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