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L’importanza di portare la Qualità nelle aree depresse

NAPOLI – Si passa da palazzi con appartamenti extralusso, a monolocali in luoghi in cui il sole è il lusso. La vita degli agiati si articola tra possibilità di studiare in ottime scuole, in cui si affacciano manager di grosse Aziende per la nuova classe dirigente, palestre super attrezzate, party, teatri e vacanze all’estero. Non è la stessa per chi è nato in famiglie problematiche.

Spesso anche chi avrebbe voglia di proseguire gli studi, in realtà non ha idea di quale indirizzo scegliere e dove reperire gli input necessari a fare la scelta giusta. Altri momenti di svaghi e di cura di sé, sono di livello certamente meno “performante” per usare un termine in voga oggi e che è certamente un eufemismo.

Ci sono poi gli studi che sono letteralmente fuori della portata di questi giovani, per la spesa iniziale, che comporta “l’attrezzarsi” adeguatamente, oltre a non rappresentare, per le famiglie a cui appartengono e in assoluto, un percorso facilmente trasformabile in un lavoro.

Abbiamo incontrato Eleonora B. che ci racconta il suo evadere dalla sua condizione, per mezzo della sua passione per la musica che, con ogni probabilità, non potrà coltivare, in quanto acquistare un pianoforte non è nelle sue possibilità, come anche seguire lezioni propedeutiche all’ingresso al Conservatorio.

In realtà Eleonora B. non ha solo passione ma anche talento e non solo per il pianoforte ma, anche per il canto lirico e, anche qui, non è facile costruire i presupposti di una carriera.

Ancora una volta, la ricchezza sceglie chi può coltivare le proprie passioni. Ancora una volta, la ricchezza è come la dea della fortuna, cieca, di fronte al talento. Non di meno, i Teatri, dove va in scena la Musica dei grandi Maestri d’Opera, non sono, spesso, alla portata di chi, magari, attraverso certe fruizioni, potrebbe elevare, il suo spirito e, la sua capacità di coltivare il gusto del bello.

Insomma, verrebbe da dire, a guardare gli occhi di Eleonora B., che, non è proprio innocente chi si volta dall’altro lato, fingendo di ignorare chi chiede di studiare per un futuro più radioso.

Eleonora B. sfogandosi ci parla del suo quotidiano, di quello che passa davanti ai suoi occhi e, dei giovani del suo quartiere, asserviti alla criminalità e ha un tono di rammarico quando, parla dello Stato, che non s’impegna, con strumenti adeguati, contro l’oscurantismo intellettuale in cui vivono e vive lei, nel bilocale, con i suoi fratelli e i genitori, in cui entrano, senza bussare, i rumori di motoveicoli, che corrono tra le strade strette, in cui neanche il Sole fa la sua parte.

Giorgia Cremona

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