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La nuova sfida di Zanardi

Conte-Zanardi, un’accoppiata vincente per avvicinare i disabili allo sport

Lo sport accessibile a tutti, è questo l’obiettivo di Alex Zanardi, campione automobilistico e non solo, infatti è stato anche pluripremiato nell’handbike nei giochi paralimpici. L’atleta è da sempre sensibile ai problemi dei disabili, tanto da essere in prima fila con progetti ed iniziative che li riguardano. Da qui la collaborazione con Triride, specializzata nel trasformare una carrozzina manuale in una motorizzata. Tanta è la bravura degli addetti ai lavori dell’azienda, da renderla sempre più affermata in Italia ed Europa. Inventore del dispositivo che vede una ruota con motore elettrico nel mozzo ed una batteria con un’autonomia tale da consentire di percorrere 20/30 km, è Gianni Conte, rimasto paraplegico a 28 anni in seguito ad un brutto incidente motociclistico. L’ex corridore è anche il proprietario di Triride.

Zanardi, che nell’incidente del 15 settembre del 2001 in Germania, in un circuito lungo 2 miglia (adiacente la pista del Lausitzring, famosa per la disgrazia costata la vita al pilota italiano Michele Alboreto) perse le gambe, ha sempre dichiarato che la vita gli ha regalato un grande privilegio: quello di trasformare ciò che gli è accaduto in un’opportunità. Ormai simbolo dello sport mondiale e con un cuore generoso, sogna di realizzare una bici ispirata all’handbike, che si muove grazie all’ausilio di manovelle azionate dalle braccia. Preziosa sarà la collaborazione con Conte, così da realizzare bici a costi accessibili per tutti.

Gli atleti che hanno una disabilità come la mia – spiega Zanardi – hanno difficoltà a trovare un mezzo adatto, perché ha un livello di personalizzazione altissimo. Il modello che è fruibile ora, visti i prezzi quasi proibitivi, scoraggia il disabile dal fare un tentativo e dall’avvicinarsi a questo sport“. “Il nostro approccio è quello tipico della filosofia marchigiana: puntiamo alla qualità, senza mai sacrificare l’efficacia“, aggiunge Conte.

Secondo l’atleta bolognese, andare in bicicletta utilizzando le braccia, potrebbe essere interessante anche per i non disabili. “È molto divertente e sono tanti gli atleti che potrebbero avvicinarsi a questa disciplina“, ha sottolineato con entusiasmo. Un approccio nuovo dunque, per vivere “diversamente” la disabilità.

Assunta Mango

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