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La Cina a Napoli

L’esercito di terracotta in mostra tra opere e storia

La Cina si avvicina, a pochi passi dal Centro Storico di Napoli, un esercito di terracotta in agguato assedia il cuore della città partenopea. L’estremo Oriente incontra ancora il Meridione, in un incredibile scenario, attraverso un’esposizione con 300 riproduzioni tra statue, con 170 soldati, carri armi e oggetti scoperti nella necropoli voluta dal Primo Imperatore della Cina. Un viaggio straordinario nell’Antica Cina di 2.200 anni fa, che rientra nell’ottava meraviglia del mondo per l’impatto visivo, nella Basilica cinquecentesca dello Spirito Santo. Una mostra unica nel suo genere a Napoli che fa incontrare due antiche civiltà e che pone al centro l’Esercito di Terracotta del Primo Imperatore della Cina, una delle più grandi scoperte archeologiche del 20° secolo, proprio come il ritrovamento della tomba di Tutankhamon, le grotte di Lascaux e Machu Picchu.

Sotterrato nel suolo dello Xi’An, nella Cina orientale, l’esercito fa parte del mausoleo dedicato all’Imperatore, il re Qin che divenne “primo augusto imperatore di Qin”, assumendo il nome formale di Qín Shǐ Huángdì, e proclamando la nascita della dinastia Qin e con essa l’avvio della storia dell’impero cinese.

All’interno della mostra la spettacolarità delle statue è esaltata anche da un’installazione luminosa con inserti audiovisivi, creata apposta e le videoproiezioni su schermi giganti, le audioguide e una zona interattiva contribuiscono a far immergere il visitatore in un’atmosfera unica.

L’universo che gravita intorno all’imperatore il quale si riteneva un sovrano “cosmico” si racconta in questa mostra, la sua storia, i segreti, le verità e lo scavo si innesta in un dedalo di corridoi e opere esposte. Lungo la mostra alcune sale raccontano la storia della nascita della Cina e altre sui materiali, oggetti ritrovati nelle varie fosse, più di 50.000 oggetti sono usciti dal terreno negli anni. Inoltre, una sala dedicata al percorso di creazione delle statue e delle sue tecniche artigianali, infine una dedicata alle carrozze e le armi, alla conformazione dell’esercito nelle sue figure e gradi. Infine la magica stanza con parte dell’Esercito riunito in uno gioco di luci e suoni.

La dinastia Qin sopravvisse pochi anni alla morte del primo sovrano: pochi anni dopo l’impero cadde preda della guerra di intrighi di palazzo e poi tra due dei suoi più grandi generali. Ma questa è un’altra storia, tutta da scoprire.

Marco Fiore

 

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