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Kokocinski al Mann: La Vita e la Maschera

Si inaugura oggi la personale di Alessandro kokocinski con oltre 70 opere, sintesi della sua carriera.

Promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro, la mostra si compone di oltre 70 opere che rimarranno esposte presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 7 aprile al 5 giugno, con il titolo Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown.

In esposizione lavori polimaterici dalle tecniche fortemente innovative, dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d’artista, ispirate alla metamorfosi della “maschera”, che l’autore definisce “mediatrice fra noi e il vuoto insondabile celato”. Un percorso, in cui la cartapesta la fa da protagonista, in quanto è presente in quasi tutti i lavori esposti. 6 le aeree tematiche: L’Arena; Pulcinella; Petruška; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore. Il tutto è arricchito da tre grandi installazioni, ovvero: Olocausto del Clown tragico, Sguardo al futuro nascente, creazione realizzata appositamente per l’esposizione e Non l’ho fatto apposta, corredata da un video con Lina Sastri.

Il circo è al centro dei capolavori in mostra, selezionati direttamente dall’artista contemporaneo, il quale sottolinea che “la coscienza della maschera umana tutto permea e il mascheramento diviene verità”. Il presidente della Fondazione Terzo Pilastro sottolinea che l’esposizione oltre a rappresentare il punto più alto della produzione artistica di Kokocinski, è anche una sintesi del suo percorso esistenziale, in quanto va letta in parallelo con la sua esperienza di vita, e consente non solamente di conoscere l’opera di un uomo che ha vissuto le più grandi tragedie del ‘900, ma anche quella di un artista che ha vissuto gli anni ’70, ovvero una delle più dinamiche stagioni dell’arte, fatta di ricerca, sperimentazione e scoperta.

Kokocinski con il suo lavoro desidera lanciare un messaggio, ovvero la necessità del rispetto per la dignità umana, indispensabile affinché al di là delle convinzioni religiose, culturali e politiche di ciascuno, ci si orienti alla comprensione e collaborazione tra i popoli, tema caro anche alla Fondazione col suo nome, nata nel 2008 per sostenere ogni forma artistica e culturale in ambito nazionale ed internazionale.

Assunta Mango

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