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I guadagni delle star e il rebus dei like: la vita social

 
Potere dell’immagine, e forse dell’immaginazione. Gia il filosofo greco Epicuro vi attribuiva la capacità di dare forma ai nostri sogni mentre oggi, nell’era della tecnologia, sognare significa costruire fortune sfruttandola l’immagine. E i social network  con un miliardo di utenti iscritti nel mondo rappresentano il moderno viatico di vendite da capogiro per brand e imprese. 
Sono le celebrità con profili social seguiti da centinaia di milioni di followers a ricevere, secondo la classifica dell’agenzia Hopper Hq, cifre milionarie per pubblicizzare prodotti in rete. Da Cristiano Ronaldo, alle sorelle Kardashian, fino a Beyoncé e Selena Gomez, la lista dei super pagati comprende pochi eletti al mondo, e colpisce nei numeri. Da 772 mila a un milione e 200 mila dollari a post guadagnati dalle star, la corsa a like e followers sembra ormai inarrestabile. Perché la forma è sostanza  per coloro che in rete riescono a convincere i consumatori a spendere, indossare determinati capi, dettare le mode. Ogni sistema ha le sue regole è vero, ma se queste venissero reinventate, si assisterebbe ad un rovesciamento radicale.
Tremerebbero forse i più potenti influencer, se una notizia appresa di recente trovasse seguito in un futuro non troppo lontano. Nascondere il numero di like sotto foto e video, permettendo solo al gestore della pagina di visualizzarli, è l’esperimento lanciato dal social di Mark Zuckerberg (nella foto) alla conferenza per gli sviluppatori di Facebook in California. Una rivoluzione ma che al momento è presentata solo come esperimento partito in Canada, e ora avviato anche in Italia. Una ridefinizione per il web marketing che implicherebbe scelte centrate sulla qualità dei contenuti presenti, e un pubblico raggiunto non più solo in termini quantitativi. Ma sarebbe soprattutto una liberazione dalle logiche oppressive del successo virtuale  guadagnato attraverso il consenso, causa spesso di frustrazione da parte dei giovani. 
Condividere per il piacere di farlo, tornando a postare senza la preoccupazione di accumulare meno “mi piace” di qualcun’altro. Provare così a recuperare la legittimazione alla base del dilagare dei social network. Una piattaforma che annulla le distanze, mette in contatto, crea partecipazione e identità.
 
Marita Langella

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