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I giovani, la scuola e l’era digitale

Abbiamo sempre sentito parlare di alfabetizzazione a proposito di istruzione nei primi anni di vita dei bambini. Oggi nell’era della moderna tecnologia l’attenzione si è spostata sulla digitalizzazione infantile e sui suoi effetti. Una rivoluzione che si delinea con chiarezza quando è una ricerca a sottolineare dati spesso sottovalutati dagli adulti. Computer, tablet, smartphone e PlayStation accompagnano i bambini fin dai primi anni di vita e ne influenzano apprendimento e abilità. Sette le ore trascorse in media al giorno durante l’infanzia con dispositivi tecnologici. A dirlo la ricerca “digitale si-digitale no” diretta da C.N.I.S., Università di Padova e da ImparaDigitale, svolta in collaborazione con l’ Università Bocconi e l’Università degli Studi di Cagliari. Nello specifico poi sono alcuni fattori sociali a  condizionare i dati, come il livello di istruzione dei genitori, che più sarebbe alto più inciderebbe sull’uso quotidiano del digitale da parte dei figli. Ambiente, famiglia e cultura incidono quindi in misura significativa ma quali siano le attività condotte online in tenera età e come controllarle pone seri interrogativi.

Siamo di fronte ad una regressione anagrafica nell’uso del digitale, per cui le ultime generazione continuano ad abbassare la media di età in cui si avvicinano per la prima volta ad un dispositivo di navigazione. Su 1300 genitori intervistati presso scuole primarie di tutta Italia, il 30% ha dichiarato che il proprio figlio dispone già dal primo anno di età di uno smartphone. Attività ludiche e di apprendimento on line deviano la questione sul piano pratico, sull’opportunità cioè di introdurre nella didattica tradizionale software e materiali dalla rete. A fronte di docenti per la maggioranza ancora impreparati ad affrontare la digitalizzazione e ad applicarla nello specifico, i piccoli internauti invece sorprendono per l’abilità dimostrata.

Navigare da giovanissimi ha dimostrato uno sviluppo maggiore di capacità mnemoniche e cognitive, oltre ad una facilità di apprendimento per scrittura e lettura. Digitali, precoci e più intelligenti ma al tempo stesso anche più esposti ai rischi di un uso improprio della tecnologia. Trovare la giusta sintesi tra tradizione e innovazione, modernità e conservazione è l’obiettivo per poter gestire un fenomeno che rischia di assumere risvolti seri e inaspettati. 

Marita Langella

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