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Festa del papà: dove nasce e quando

Sonora Smart Dodd, è questo il nome della donna a cui venne l’idea di dare vita alla festa del papà, scegliendo quale data proprio il compleanno del padre, veterano della guerra di secessione americana.

Il tutto nacque da un sermone ascoltato in chiesa durante la festa della mamma dell’anno precedente e così la sua prima ufficializzazione, risale al 19 giugno del 1910.

La festa però come la intendiamo oggi, nasce nei primi decenni del XX secolo, ed affianca quella della mamma, senza contare che la data varia da Paese a Paese, infatti quelli che si rifanno alla tradizione statunitense festeggiano la terza domenica di giugno, mentre quelli di fede Cattolica, festeggiano  il 19 marzo, ossia il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù ma anche sposo della Beata Vergine Maria, posto dal Signore a custodia della sua famiglia.

La Solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine e patrono della Chiesa universale, fu celebrata per la prima volta dai monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399, per essere poi estesa a tutta la Chiesa nel 1621 da Gregorio XV; fino al 1977, quando gli effetti civili vennero eliminati con la legge n. 54 del 5 marzo.

San Giuseppe, quale archetipo del padre, nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati, tanto che in alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo; ma la solennità ha risvolti anche profani, e coincidendo con la festa di fine inverno, ecco pronti riti propiziatori durante i quali si brucia l’incolto sui campi da lavorare e sulle piazze si accendono falò, che i più arditi superano con un balzo.

Non poteva mancare che ad una festa tanto importante non si affiancasse la tradizione culinaria, che variando da regione a regione trova nella “zeppola di San Giuseppe” il dolce tipico napoletano. Ma a Napoli, dove la tradizione… è una cosa seria… non potevamo che tornare agli antipodi, quando dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Il tocco di modernità è dato dal fatto che realizzate con pasta simile ai bignè oggi possono essere sia fritte che al forno.

Assunta Mango

 

 

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